Cervinara, la notte del riscatto: il patto d'amore tra Ragucci e la sua gente

Una marea umana riempie piazza Trescine per l'ultimo comizio della Lista n. 3: «Basta catene dal 2010, riprendiamoci il futuro»

22 maggio 2026 21:26
Cervinara, la notte del riscatto: il patto d'amore tra Ragucci e la sua gente -
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Questa sera, nella storica e pulsante cornice di piazza Trescine a Cervinara, il candidato alla carica di sindaco Giuseppe Ragucci e la squadra della Lista n. 3 "Progetto Cervinara Insieme" hanno celebrato la chiusura della propria campagna elettorale di fronte a una folla oceanica, lanciando la sfida decisiva per il rinnovo del consiglio comunale in vista del voto di domenica e lunedì. In un'atmosfera vibrante che ha rievocato i fasti dei grandi comizi del passato, la straordinaria e calorosa partecipazione popolare ha sancito una netta e irrevocabile richiesta di cambiamento rispetto alla gestione amministrativa che ha caratterizzato l'ultimo quindicennio. L'evento, culmine di un lungo viaggio tra i cittadini, ha visto anche la ratifica di una sinergia strategica con il Governo centrale, testimoniata dalle ampie e concrete rassicurazioni giunte direttamente dal sottosegretario Tullio Ferrante, blindando così una proposta politica che punta a scardinare lo status quo e a restituire centralità e dignità all'intero territorio caudino.

La risposta della cittadinanza ha superato ogni più rosea aspettativa, svelando una profonda e ormai inarrestabile sete di certezze e la volontà condivisa di liberare finalmente Cervinara da una palude politica e sociale che la tiene immobile e legata dal lontano 2010. Giuseppe Ragucci ha infiammato i cuori dei presenti ponendo l'accento sulla totale devozione alla causa pubblica e confermando, tra gli applausi scroscianti, la rinuncia assoluta alla propria indennità di funzione per tutti i cinque anni del mandato amministrativo. Si tratta di una cifra considerevole, stimata in circa 300 mila euro, che non rimarrà nelle casse comunali ma sarà interamente devoluta e destinata al sostegno delle fasce sociali più deboli e svantaggiate della comunità. Questo forte segnale di rottura etica e di sensibilità umana, che nessun altro aspirante alla carica di primo cittadino ha voluto seguire, è stato presentato come la prova tangibile e inconfutabile di un impegno basato esclusivamente sui fatti, sulla coerenza e sull'amore disinteressato per la propria terra, in totale contrapposizione alle vecchie logiche di chi mira alle poltrone o alle prebende.

Il percorso intrapreso dalla Lista n. 3 in queste intense settimane ha toccato ogni singola frazione del territorio, portando tra la gente un programma serio, snello e soprattutto realizzabile, lontano dalle facili promesse e dalle utopie irraggiungibili che spesso caratterizzano la retorica elettorale. La squadra di Ragucci ha voluto impostare il proprio racconto politico sul principio cardine del dovere del possibile, dimostrando che con una visione chiara e una pianificazione rigorosa si possono affrontare anche le sfide più complesse che l'ente comunale dovrà gestire nei prossimi anni. L'entusiasmo registrato nei quartieri ha confermato che i cittadini non cercano miracoli, ma amministratori presenti, capaci di ascoltare i bisogni reali e di tradurre le richieste quotidiane in interventi strutturali e duraturi.

Il dibattito politico locale si è però arricchito di toni accesi a causa dell'atteggiamento delle compagini avversarie, criticate dal palco di piazza Trescine per aver condotto una campagna elettorale priva di contenuti programmatici e focalizzata quasi ossessivamente sugli insulti personali e sul fango. Ragucci ha rimarcato come questa aggressività sia il sintomo evidente di una totale mancanza di idee per il futuro del paese, un tentativo di distrarre l'opinione pubblica dai fallimenti del passato. In particolare, il leader della coalizione ha indicato chiaramente nei profili di Filuccio Tangredi, Caterina Lengua e Anna Marro i responsabili storici del declino in cui versa l'attuale tessuto cittadino, ponendo alla piazza l'interrogativo cruciale se sia ancora possibile affidare le sorti della comunità a chi ha già governato per oltre un decennio con i risultati fallimentari che sono oggi sotto gli occhi di tutti.

Il verdetto definitivo spetta ora alle urne, dove i cittadini sono chiamati a compiere una scelta storica che determinerà il volto di Cervinara per i prossimi cinque anni e oltre. L'appello finale lanciato dalla Lista n. 3 si è trasformato in un vero e proprio inno alla libertà e in una scelta di campo netta e senza compromessi, un invito accorato a votare compatti per voltare definitivamente pagina. Non si tratta solo di esprimere una preferenza politica, ma di compiere un atto di responsabilità verso le future generazioni, impedendo che al paese e ai suoi giovani vengano scippati altri anni preziosi di sviluppo, dignità e speranza.

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