Cervinara, il risveglio dei giovani: il Commissario Prefettizio riapre le porte della partecipazione
C’è voluta la gestione straordinaria del Viceprefetto Salvatore Guerra per sbloccare un meccanismo che a Cervinara sembrava arrugginito da tempo. Con un colpo di acceleratore sulla democrazia partecip...
C’è voluta la gestione straordinaria del Viceprefetto Salvatore Guerra per sbloccare un meccanismo che a Cervinara sembrava arrugginito da tempo. Con un colpo di acceleratore sulla democrazia partecipativa, il Commissario Prefettizio ha indetto le elezioni per il Forum dei Giovani (fissate per la fine di febbraio 2026) e per il Consiglio Comunale dei Ragazzi. Un atto che non è solo burocratico, ma profondamente politico, e che mette a nudo i vuoti lasciati dalle precedenti amministrazioni.
La fine di un lungo letargo
Dall'epoca del sindacato di Franco Cioffi, la voce dei giovani nelle istituzioni cervinaresi si era fatta via via più flebile, fino a scomparire quasi del tutto. Nonostante il susseguirsi di campagne elettorali animate da promesse di "coinvolgimento" e "rinnovamento", gli strumenti minimi di partecipazione erano rimasti chiusi nei cassetti. Il Forum dei Giovani, che dovrebbe essere il laboratorio naturale per le politiche giovanili, era diventato un fantasma. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi, fondamentale per l'educazione civica nelle scuole, una pratica dimenticata. Perché?
Paura delle idee o semplice calcolo?
La domanda che circola tra le piazze (reali e virtuali) di Cervinara è legittima: i giovani fanno paura? In una comunità dove spesso gli equilibri politici si giocano su consensi consolidati e "pacchetti" di voti storici, un organismo indipendente di giovani rappresenta un’incognita. I ragazzi non rispondono necessariamente alle logiche di partito; portano istanze fresche, critiche sulla gestione degli spazi, domande scomode sul futuro ambientale e lavorativo del territorio. Più che "paura", però, il sospetto è che si sia trattato di comoda indifferenza. Gestire un Forum significa dover dare risposte, condividere fondi e, soprattutto, ascoltare. È molto più semplice decidere nelle stanze chiuse che confrontarsi con un'assemblea di under 30 determinati a cambiare le cose.
Il ruolo del Commissario: una "normalità" che sorprende
Il fatto che sia un Commissario – una figura tecnica chiamata a gestire l’ordinaria amministrazione dopo la caduta della giunta Lengua – a sentire l’esigenza di indire queste elezioni è un segnale potente. Dimostra che attivare la democrazia non è un extra, ma un dovere istituzionale. Ora la palla passa ai giovani. Il rischio, dopo anni di esclusione, è il disincanto. Ma l’occasione è storica: riprendersi lo spazio che spetta loro per dimostrare che le idee non devono fare paura, ma possono essere il motore per far ripartire un paese che per troppo tempo ha guardato solo al passato.