Cervinara: il libro dei sogni è diventato carta straccia
Tra rendering patinati e cantieri fantasma, la politica locale si conferma una fabbrica di illusioni che svanisce il giorno dopo il voto.
Esiste un documento, nelle nostre democrazie locali, che gode di una vita brevissima ma intensissima: il programma elettorale. Viene stampato su carta patinata, declamato dai palchi con voce rotta dall’emozione e postato sui social come se fosse il Vangelo della rinascita cittadina. Poi, il giorno dopo le elezioni, svanisce. Diventa un fantasma burocratico che popola i cassetti dei municipi, mentre la realtà dei cittadini resta, puntualmente, la stessa di sempre.
La Sindrome del "Libro dei Sogni"
Ogni cinque anni assistiamo alla presentazione di piani mastodontici: rifacimento delle piazze, messa in sicurezza totale dei valloni, digitalizzazione spinta, borghi che diventano piccole "piccole Svizzere".
Ma tra il dire e il fare, in politica, non c’è solo il mare: c’è l’abisso della propaganda.
I programmi sono diventati "carta straccia" per un motivo preciso: non nascono per essere realizzati, ma per essere venduti. Sono esche elettorali studiate per intercettare il bisogno di speranza di una comunità stanca. Si promettono grandi opere sapendo già che i tempi della burocrazia, la mancanza di fondi o, più semplicemente, l'incapacità gestionale, renderanno quei progetti irrealizzabili nell'arco di un mandato.
Cantieri Infiniti e Promesse Scadute
A Cervinara lo abbiamo visto bene. Quanti di quei "rendering" colorati sono diventati cemento e utilità per i cittadini? Ben pochi. Spesso ci si accontenta dell'ordinaria amministrazione — un lampione cambiato, una buca rattoppata — spacciandola per l'attuazione di un programma rivoluzionario.
Le grandi questioni, come la vera protezione dal rischio idrogeologico o lo sviluppo economico reale del territorio, restano scritte in quel font elegante sui volantini, mentre nelle strade si continua a fare i conti con i soliti disagi.
La Politica dell’Annuncio
Il dramma è che la politica si è ridotta a "politica dell'annuncio". Conta più la foto con la fascia tricolore davanti a un cartello di "inizio lavori" che l'effettivo collaudo dell'opera. E quando l'amministrazione cade — come accaduto recentemente con il commissariamento — il cerchio si chiude nel modo più beffardo: le colpe vengono rimpallate, i programmi incompiuti diventano responsabilità di chi "ha remato contro", e il cittadino resta con un pugno di mosche e un libretto di promesse scadute.
Conclusione: Un Risveglio Necessario
Finché continueremo a votare il programma "più bello" anziché quello "più fattibile", resteremo intrappolati in questo ciclo. Cervinara, come tanti altri comuni, ha bisogno di meno sognatori professionisti e di più amministratori concreti.
Perché alla fine della fiera, con la carta dei programmi elettorali non si asfaltano le strade, non si mettono in sicurezza le scuole e non si dà un futuro ai giovani. Si alimenta solo quella sfiducia che, puntualmente, svuota le urne alle elezioni successive.