Cervinara, il "giallo" dei fondi sociali: spunta un buco da 150mila euro
Tra decreti ingiuntivi e rendicontazioni fantasma nell'era Covid, il Comune è chiamato a restituire le quote agli altri enti dell'ex Ambito A04.
Il 23 aprile 2020, in piena emergenza sanitaria, la Giunta Regionale della Campania assegnava al Comune di Cervinara — in qualità di capofila del neonato Consorzio Ambito A04, all'epoca già formalmente liquidato — la somma di 175.817,00 euro a valere sul Fondo Nazionale Politiche Sociali per il I Piano Sociale Regionale. Queste risorse, destinate a essere ripartite come quota parte tra tutti i Comuni aderenti all'ex consorzio, sono rimaste invece bloccate per oltre sei anni nelle casse di Cervinara. Oggi, dopo una serie di azioni legali e una matassa burocratica tutt'altro che dipanata, la vicenda torna a scuotere il palazzo municipale, lasciando l'ente davanti a un pesante debito e a una difficile rendicontazione dei conti del passato.
L'intera questione ha subìto un'improvvisa accelerazione burocratica alla fine del 2025, quando il Commissario Straordinario del Comune di Cervinara, per evitare conseguenze peggiori a seguito di un decreto ingiuntivo, ha dovuto staccare un primo e cospicuo bonifico. Questo pagamento coatto è stato indirizzato direttamente al commissario liquidatore per saldare la quota di stretta competenza del Consorzio Servizi Sociali in Liquidazione. Una mossa obbligata che ha sbloccato una prima parte della vertenza, ma che ha contestualmente scoperchiato il vero e proprio vaso di Pandora finanziario che grava sull'ente caudino.
Risolto il primo contenzioso con il liquidatore, si è aperto infatti il secondo e più spinoso fronte interno che vede Cervinara sul banco degli imputati davanti ai vecchi partner istituzionali. Gli altri Comuni che facevano parte del Consorzio Ambito A04 hanno alzato la voce e chiedono ora, con insistenza, la restituzione immediata delle rispettive quote parti. Il conto totale rimasto da saldare ammonta a circa 150 mila euro, una cifra considerevole che rischia di abbattersi come un'ennesima e pesante tegola sul bilancio e sulle già fragili casse dell'amministrazione comunale.
A rendere la situazione ancora più caotica e di difficile risoluzione è l'assoluta incertezza sulla reale destinazione impressa a quelle somme nel corso del tempo. Tracciare con precisione millimetrica l'utilizzo dei fondi regionali appare oggi un'impresa titanica, poiché il finanziamento arrivò proprio nei mesi più drammatici della prima ondata della pandemia, un periodo emergenziale in cui le priorità di spesa venivano spesso stravolte quotidianamente. Tra l'assenza di una rendicontazione chiara dell'epoca e le pressanti richieste degli enti vicini, il Comune si trova intrappolato in un labirinto amministrativo da cui non sarà facile uscire.
Fact Check
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Verificato il: 20 giugno 2026