Cervinara. Il Dolore e la Speranza: Il Rito dell'Incontro tra l'Addolorata e il Cristo Morto
Le statue del Cristo e della Vergine, custodite a San Potito, si ricongiungono nel cuore del paese in un suggestivo abbraccio di preghiera e musica.
Nel cuore pulsante della nostra comunità, il Venerdì di Passione non è solo una data sul calendario liturgico, ma un momento di profonda commozione collettiva con la rievocazione dell’incontro tra la Vergine e il Figlio senza vita.
Un Legame Indissolubile nella Chiesa di San Potito
Sebbene nel tempo questa celebrazione abbia coinvolto diverse parrocchie, oggi il centro nevralgico della tradizione risiede esclusivamente nella Chiesa di San Potito. È proprio qui che sono custodite, con estrema cura e venerazione, le due splendide statue protagoniste del rito: il Cristo Morto e la Madonna Addolorata.
Le due effigi sacre, simboli di un dolore universale, lasciano la loro dimora abituale per farsi incontro al popolo, partendo proprio dalle navate di San Potito subito dopo la celebrazione della Santa Messa.
La Processione: Tra Storia e Devozione
Il rito ha inizio alle ore 16.30 e si divide in due momenti carichi di simbolismo, che vedono la partecipazione attiva di diverse realtà del paese:
Il Primo Corteo vede il Cristo Morto adagiato sulla sua lettiga, percorrere Via Partenio, Via Dei Monti, Via Luigi Einaudi, Via Roberto Bello, Via Avv.Carlo De Bellis, Via Roma e raggiungere Piazza Trescine. Il cammino è scandito dalle note solenni e malinconiche della banda musicale cittadina.
Il Secondo Corteo: La Vergine Addolorata, in cerca del Figlio, è guidata dal coro della chiesa e dopo aver percorso via Falcone e Borsellino e via Carlo del Balzo, incontra il figlio in Piazza Trescine.
L’Incontro in Piazza Trescine
Il momento più atteso e suggestivo della serata avviene in Piazza Trescine davanti la Chiesa del Carmelo. In questo spazio, cuore della vita sociale cittadina, i due cortei si fondono in un "sincretismo perfetto". La Croce passa in avanti, aprendo la strada all'abbraccio mistico tra Madre e Figlio.
In piazza, il silenzio della preghiera e la riflessione spirituale affidata ai parroci Don Renato, Don Francesco, Don Massimo e Don Tarcisio prendono il posto della musica, permettendo ai fedeli di immedesimarsi nel mistero della Passione.
Il Ritorno e l'Attesa della Resurrezione
Una volta unite, le processioni riprendono il cammino verso la Chiesa di San Potito. In un'atmosfera di composta tristezza, la Madre accompagna il Figlio al sepolcro, dove il corpo di Cristo giacerà fino al miracolo della Resurrezione.
È un rito che si conclude dove è iniziato, chiudendo un cerchio di devozione che, nonostante il passare dei decenni, non smette di emozionare e di unire intere generazioni sotto il segno della croce.