Cervinara. Forze dell'ordine facciano rispettare divieto di assembramento a meno di 200 metri dalle sezioni elettorali
I cittadini chiedono il rispetto della legge del silenzio elettorale davanti alle urne, sollecitando l'intervento immediato di Prefetto e Forze dell'Ordine.
Questa mattina, nel Comune di Cervinara, diversi elettori hanno già segnalato una massiccia e indebita presenza di persone stazionate stabilmente davanti agli ingressi dei seggi elettorali. La protesta, nata spontaneamente tra i cittadini esasperati, si è trasformata in un appello formale indirizzato al Prefetto, al Questore di Avellino, al Commissario straordinario e ai vertici locali delle Forze dell'Ordine. Viene chiesto il ripristino immediato della legalità e l'applicazione rigorosa della normativa vigente, che vieta espressamente ogni forma di assembramento o stazionamento molesto nei pressi dei luoghi di voto.
La normativa italiana, disciplinata dalla Legge numero 212 del 1956, parla chiaro e vieta tassativamente qualsiasi forma di assembramento, stazionamento o attività di propaganda a meno di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali. Questo limite non è una semplice indicazione di cortesia, ma un vero e proprio confine di garanzia democratica per tutelare la serenità degli elettori. Chiunque si fermi in gruppo a meno di 200 metri dal seggio con intenti di proselitismo, anche implicitamente attraverso la semplice presenza fisica, viola una disposizione mirata a prevenire il condizionamento del voto.
Le tensioni registrate derivano proprio dal senso di disagio provato dai votanti, costretti a sfilare davanti a quelli che sono stati definiti veri e propri "plotoni di esecuzione" visivi prima di accedere alle cabine. La legge prevede che l'accesso ai locali sia consentito esclusivamente per il tempo strettamente necessario a esercitare il proprio diritto costituzionale. La permanenza prolungata all'interno e nelle aree adiacenti alle strutture è invece riservata solo ai membri del seggio, agli scrutatori e ai rappresentanti di lista regolarmente accreditati.
Per garantire il rispetto di queste regole elementari di civiltà, l'ordinamento prevede l'intervento diretto delle Forze dell'Ordine, che hanno il compito di identificare e allontanare i trasgressori fuori dal perimetro stabilito. Le sanzioni per chi viola il silenzio elettorale e i divieti di assembramento non sono solo formali, ma comportano pesanti multe amministrative pecuniarie che possono superare i 1.000 euro. La cittadinanza chiede ora che alle parole seguano i fatti e che i presidi di polizia preposti alla vigilanza ristabiliscano l'ordine e la necessaria neutralità attorno ai seggi.