Cervinara: convegno sulle ragioni del No al Referendum

Giovedì 12 marzo alla Sala della Cultura il Comitato NO incontra i magistrati Ciccone, Clemente e Taddeo per discutere la riforma Nordio.

06 marzo 2026 08:37
Cervinara: convegno sulle ragioni del No al Referendum -
Condividi

Il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia entra nel vivo. In vista del voto del 22 e 23 marzo 2026, l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) intensifica la sua campagna informativa per illustrare i motivi della netta contrarietà alla "Riforma Nordio". Secondo le toghe, il progetto di revisione costituzionale non colpirebbe solo l'assetto della magistratura, ma minerebbe le basi stesse dell'indipendenza giudiziaria a tutela del cittadino.

L'appuntamento a Cervinara: voci a confronto

Per approfondire i tecnicismi della riforma e le ricadute pratiche sul sistema giustizia, il Comitato NO di Cervinara al Referendum 2026 ha promosso un importante momento di confronto pubblico.

L'appuntamento è per giovedì 12 marzo, alle ore 18:00, presso la Sala della Cultura di Cervinara. Il convegno, dal titolo "Le ragioni del No al Referendum", vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti della magistratura campana.

I lavori saranno introdotti dall'Avv. Mario Picca e vedranno gli interventi di:

  • Dott. Fabrizio Ciccone: Giudice del Tribunale di Avellino e Segretario dell'ANM di Avellino;

  • Dott.ssa Silvana Clemente: Presidente della Sezione Penale della Corte di Appello di Salerno;

  • Dott. Elia Taddeo: Procuratore Generale facente funzioni presso la Corte di Appello di Salerno.

I punti caldi della protesta: perché l'ANM dice "No"

Il convegno di Cervinara toccherà i temi cardine che hanno spinto l'ANM a promuovere il comitato nazionale "Giusto dire No":

1. La separazione delle carriere

La creazione di due percorsi distinti per giudici e pubblici ministeri è il punto più contestato. Per l'ANM, separare le carriere significa recidere il legame del PM con la "cultura della giurisdizione", rischiando di trasformare l'accusa in un organo proiettato solo alla condanna e, nel lungo periodo, potenzialmente soggetto al controllo del potere politico.

2. Il sorteggio per il CSM

La riforma introduce il sorteggio per i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura. Una scelta definita "umiliante" dall'ANM, che vede nel caso un sostituto improprio del merito e della rappresentanza democratica interna, indebolendo l'organo che deve garantire l'autonomia dei giudici.

3. L'Alta Corte Disciplinare

L'istituzione di un tribunale esterno per i procedimenti disciplinari contro i magistrati, con membri di nomina politica e senza possibilità di ricorso in Cassazione, viene percepita come una "spada di Damocle" sulla serenità dei giudici, che potrebbero sentirsi meno liberi di assumere decisioni scomode.

Un voto senza quorum

Si ricorda che, trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum: l'esito sarà deciso dalla maggioranza dei voti validamente espressi. Per questo motivo, gli incontri sul territorio come quello di Cervinara diventano fondamentali per permettere ai cittadini di compiere una scelta consapevole su una materia così complessa.

"L'indipendenza della magistratura non è un privilegio di casta, ma la garanzia che ogni cittadino sia uguale davanti alla legge, senza interferenze del potere politico." — Questo il messaggio che i relatori porteranno giovedì 12 marzo alla Sala della Cultura.

Segui Informazione Sei