Cervinara. Chiude il centro d'accoglienza per minori di via Carlo del Balzo.

Le porte del Centro di Accoglienza Straordinaria di Via Carlo del Balzo a Cervinara tra qualche giorno si chiuderanno definitivamente. La chiusura del centro, non è un evento improvviso, ma l’inevitab...

01 febbraio 2026 08:04
Cervinara. Chiude il centro d'accoglienza per minori di via Carlo del Balzo. -
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Le porte del Centro di Accoglienza Straordinaria di Via Carlo del Balzo a Cervinara tra qualche giorno si chiuderanno definitivamente. La chiusura del centro, non è un evento improvviso, ma l’inevitabile epilogo di una gestione nata sotto una cattiva stella. Se l'inadeguatezza dello stabile era palese – come dimostrato dall'assenza di spazi minimi per la vita sociale dei minori – la domanda che oggi la cittadinanza si pone è una sola: com’è stato possibile dare il via libera a questa struttura? Per mesi, le segnalazioni si sono rincorse, ma sono rimaste inascoltate. Lo stabile non era adatto a ospitare un numero così elevato di minori stranieri non accompagnati. La mancanza di spazi di aggregazione, laboratori e aree per la socialità ha trasformato l'accoglienza in una sorta di "parcheggio" forzato. Senza spazi interni dove svolgere attività educative o ricreative, i minori sono stati spesso costretti a trascorrere intere giornate in strada. Una situazione che ha alimentato il senso di alienazione dei ragazzi e il disagio dei residenti. Un centro per minori dovrebbe essere un luogo di crescita, non solo un dormitorio. La carenza di spazi comuni ha reso impossibile ogni serio progetto di integrazione.

Il silenzio delle Istituzioni Locali

Al momento dell’apertura, le istituzioni comunali avrebbero dovuto essere le prime sentinelle del territorio ed invece hanno fatto spallucce, trincerandosi dietro il fatto che era una decisione imposta a livello di Prefettura. Perché non è stata sollevata con forza la questione dell’idoneità dei locali? Un centro di accoglienza non è un albergo, né un magazzino di esseri umani. È un presidio sociale che deve integrarsi con il tessuto urbano. Permettere l'apertura in via Carlo Del Balzo ha significato condannare i minori a vivere "in mezzo alla strada", proprio perché la struttura non offriva spazi alternativi all'interno delle proprie mura. Accogliere un minore straniero non significa solo offrirgli un letto e un pasto caldo. Secondo i protocolli nazionali ed europei, un centro MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati) dovrebbe essere una comunità educante. Il fallimento non ricade solo sui ragazzi che da diversi giorni ormai sono stati trasferiti in altre strutture, ma colpisce duramente i lavoratori, che hanno operato in condizioni di estrema difficoltà cercando di tappare i buchi di una struttura fatiscente e che perderanno lo stipendio. La chiusura del Centro di Accoglienza Straordinario di Via Carlo del Balzo conferma che non può avere futuro l'accoglienza "straordinaria" fatta di grandi numeri e pochi servizi, ribadendo che senza un progetto educativo solido e risorse adeguate, l'integrazione resta solo una parola vuota su un pezzo di carta.

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