Cervinara. "Borgo Pirozza non merita di essere ignorato".
( Antonio d'Onofrio ) "Penso a quello che sta accadendo nella frazione di Cervinara dove sono nato e cresciuto: Borgo Pirozza . Qui sorge la secolare casa dei Lapati. Qui sto costruendo la mia, accant...
( Antonio d'Onofrio ) "Penso a quello che sta accadendo nella frazione di Cervinara dove sono nato e cresciuto: Borgo Pirozza . Qui sorge la secolare casa dei Lapati. Qui sto costruendo la mia, accanto al torrente. Qui affondano le radici della mia storia personale e di quella di un’intera comunità. Eppure oggi Borgo Pirozza è il simbolo plastico dell’incuria e dell’abbandono istituzionale. Le frane che in queste ore minacciano il cosiddetto “vallone” non sono un evento imprevedibile, né un capriccio della natura. Sono la conseguenza diretta di anni di mancata manutenzione, di assenza di monitoraggio, di interventi mai programmati o rinviati sine die. La prevenzione del dissesto idrogeologico non è materia opzionale: è una responsabilità primaria dell’amministrazione comunale. Qui, semplicemente, non è stata esercitata.
E questo è tanto più grave se si considera che Cervinara porta ancora le cicatrici del disastro del dicembre 1999, quando una frana devastante colpì la nostra cittadina seminando morte e dolore. Quella tragedia avrebbe dovuto imprimere nella memoria collettiva e nella coscienza amministrativa un principio inderogabile: la sicurezza del territorio viene prima di tutto. Invece, per chi ha memoria corta e ambizioni lunghe, quel dramma sembra essere diventato solo una pagina archiviata. Altre frazioni, pur periferiche, non subiscono lo stesso grado di trascuratezza. Borgo Pirozza, invece, appare relegato ai margini, come se fosse un’appendice sacrificabile. E questo non è solo un problema tecnico: è una questione politica. È il segno di una classe dirigente che si è progressivamente allontanata dai territori, che governa per formalità e non per sostanza, che rivendica il titolo di “primo cittadino” ma dimentica cosa significhi essere realmente al servizio della comunità.
Siamo commissariati, ed è già di per sé un fallimento istituzionale. Ma il commissariamento non può diventare un alibi permanente, né una giustificazione per l’inerzia. Il degrado del vallone, l’assenza di opere di consolidamento, la mancata cura del decoro urbano e della sicurezza idrogeologica sono il risultato di un atteggiamento che dura da troppo tempo. Borgo Pirozza non è un luogo qualsiasi. È parte integrante della storia più antica di Cervinara. Ha avuto amministratori che lo hanno curato e amato anche dopo aver lasciato l’incarico, dimostrando che il senso delle istituzioni non si esaurisce con la fine di un mandato. Oggi, invece, si assiste a una distanza evidente tra chi governa e chi vive quotidianamente queste strade, questi torrenti, queste case.
L’abbandono non è solo materiale: è politico e morale. E un territorio lasciato senza manutenzione diventa fragile; una comunità lasciata senza ascolto diventa sfiduciata. Borgo Pirozza non merita di essere ignorato. Non merita di essere ricordato solo quando l’emergenza esplode. Merita prevenzione, attenzione, responsabilità. Merita amministratori presenti."
Cordialmente, Avv. Antonio d’Onofrio
Cultore di Diritto Commerciale presso l’Università degli Studi del Molise
Cultore di Diritto Commerciale e Diritto Fallimentare presso l’Università Telematica Pegaso