Cassazione, sì a Grasso: verso il ricalcolo e la libertà

Grazie alla tesi dei legali Vannetiello e Aufiero, le due condanne non verranno più sommate matematicamente.

A cura di Redazione
04 marzo 2026 16:25
Cassazione, sì a Grasso: verso il ricalcolo e la libertà -
Condividi

La Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha ribaltato il precedente diniego del Tribunale di Avellino, accogliendo integralmente i ricorsi presentati dai legali Dario Vannetiello e Gaetano Aufiero nell’interesse di Angelo Grasso.

Al centro del dibattito giuridico vi è l’istituto della continuazione tra i reati, che potrebbe ora spalancare le porte del carcere per l'imputato, grazie a un ricalcolo della pena sensibilmente più favorevole.

La vicenda giudiziaria e il nodo della continuazione

Angelo Grasso era stato colpito da due distinte sentenze di condanna per i reati di usura ed estorsione:

  • Prima condanna: 5 anni e 4 mesi di reclusione.

  • Seconda condanna: 4 anni e 4 mesi di reclusione.

In precedenza, il Tribunale di Avellino aveva rigettato la richiesta della difesa di considerare questi reati come parte di un unico disegno criminoso. Tuttavia, gli ermellini hanno annullato tale ordinanza, dando ragione alla tesi degli avvocati Vannetiello e Aufiero.

Le prospettive: Riduzione della pena e libertà

Con l’annullamento della Cassazione, il caso torna ora al Tribunale irpino per un nuovo giudizio. L’esito appare già orientato verso una significativa riduzione del totale degli anni da scontare.

Considerando il presofferto (ovvero il periodo di detenzione già scontato da Grasso), è estremamente probabile che la nuova pena rideterminata risulti già interamente espiata, portando così alla sua immediata remissione in libertà.

Un successo nel solco della strategia difensiva

Questo risultato si inserisce in una scia di successi per l'avvocato cassazionista Dario Vannetiello, che solo pochi giorni fa aveva ottenuto un provvedimento analogo in tema di continuazione per un altro esponente dell'area irpina, il boss Antonio Cava.

La decisione della Suprema Corte conferma ancora una volta quanto la corretta applicazione degli istituti tecnici del diritto penale possa incidere in modo determinante sulla libertà personale, anche in presenza di condanne passate in giudicato.

Segui Informazione Sei