Caso Santamaria, l'opposizione consiliare scrive al Prefetto per l'anticorruzione

I consiglieri di minoranza denunciano la mancata convocazione dell'aula sui temi della trasparenza e chiedono l'istituzione di una commissione d'inchiesta.

A cura di Redazione
09 maggio 2026 18:11
Caso Santamaria, l'opposizione consiliare scrive al Prefetto per l'anticorruzione -
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A Benevento, i consiglieri di opposizione hanno presentato una segnalazione formale al Prefetto per denunciare la mancata convocazione del Consiglio Comunale dedicato al caso Santamaria e alle misure anticorruzione. Dopo oltre un mese dalla richiesta ufficiale, firmata da più di un quinto dell'assise, gli esponenti di Pd, Avs, Civico 22, Città Aperta e Civici e Riformisti accusano l'amministrazione di voler fuggire dal confronto democratico. La mobilitazione nasce dalla necessità di fare chiarezza sulla gestione dei titoli edilizi e sull'efficacia dei controlli interni dopo i recenti eventi che hanno interessato il comune campano.

La protesta dei rappresentanti della minoranza si scaglia contro quella che viene definita una condotta omissiva da parte del Presidente del Consiglio e del Sindaco, configurando una palese violazione delle prerogative dei consiglieri. Secondo quanto dichiarato dai firmatari, la convocazione dell'aula era da considerarsi un atto dovuto e vincolante per legge, ma nonostante i solleciti e le diffide, i punti all'ordine del giorno non sono ancora stati discussi. Questo ritardo è percepito come un tentativo deliberato di sottrarsi al controllo ispettivo e al dibattito pubblico in un momento di forte tensione politica.

Nel merito delle richieste, l'opposizione insiste affinché il Sindaco riferisca dettagliatamente in aula circa l'aggiornamento dei protocolli di prevenzione della corruzione. Parallelamente, viene ritenuta non più rinviabile la nascita di una commissione d'indagine specifica sul settore urbanistico, volta a verificare la regolarità delle procedure e dei titoli edilizi rilasciati negli ultimi tempi. I dieci firmatari della nota sottolineano che il Consiglio rappresenta il massimo organo democratico della città e non può essere silenziato su temi che toccano direttamente l'integrità dell'istituzione.

L'appello rivolto al Prefetto mira a ripristinare il corretto funzionamento delle dinamiche regolamentari e a tutelare il diritto all'esercizio del mandato elettivo. I consiglieri hanno ribadito che il silenzio dell'amministrazione e la chiusura delle porte dell'aula sono segnali preoccupanti per la cittadinanza, che merita invece risposte trasparenti sull'azione amministrativa. La battaglia politica si sposta ora sul piano della vigilanza governativa, in attesa che l'autorità prefettizia intervenga per garantire il rispetto delle norme e la riapertura del confronto istituzionale.

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