Caso Roggero: se la politica usa la cella come palcoscenico elettorale

Tra richieste di grazia e promesse di candidature, il secondo giorno di detenzione a Bollate svela il solito copione della propaganda.

19 luglio 2026 12:14
Caso Roggero: se la politica usa la cella come palcoscenico elettorale -
Condividi

Mentre Mario Roggero trascorre il suo secondo giorno di detenzione nel carcere di Bollate, l’eco del verdetto definitivo della Cassazione comincia lentamente a sgonfiarsi, lasciando spazio alla realtà dei fatti. Il gioielliere piemontese, condannato a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio dei rapinatori che avevano assaltato il suo negozio a Grinzane Cavour, si è costituito spontaneamente. Eppure, fuori dalle mura del penitenziario, la politica non ha perso tempo a trasformare una drammatica vicenda giudiziaria nell'ennesimo terreno di scontro ideologico.

Il solito assalto al carro del clamore

Come ampiamente prevedibile, le prime ore successive alla sentenza definitiva sono state cavalcate da leader politici ed esponenti di partito pronti a invocare misure eccezionali. Dalle richieste immediate di grazia al Presidente della Repubblica, fino alle boutade su possibili future candidature di bandiera per "risarcire" il commerciante, la macchina della propaganda ha girato a pieno regime.

Si tratta di un copione già visto: la politica intercetta la pancia del Paese, amplifica la frustrazione dei cittadini sul tema della sicurezza e della legittima difesa, e si erge a paladina del "popolo contro i giudici".

Il ritorno alla normalità e il corso della giustizia

Passata la tempesta emotiva del momento, tuttavia, i toni stanno progressivamente tornando alla normalità. Gli stessi leader che ieri gridavano allo scandalo istituzionale oggi correggono il tiro, specificando che "la grazia spetta solo al Quirinale e nei tempi dovuti", e le ipotetiche candidature sfumano nei corridoi dei palazzi romani.

La realtà istituzionale riprende i suoi spazi: la giustizia ha fatto e continuerà a fare il suo corso seguendo le leggi dello Stato, ben lontana dai palcoscenici dei talk show o dai post sui social network. La parabola di Mario Roggero dimostra, ancora una volta, come la politica provi a sfruttare le tragedie umane per strappare qualche consenso immediato, conscia del fatto che, una volta spenti i riflettori, le sentenze restano e la propaganda passa.

Segui Informazione Sei