Caso La Gatta: la Cassazione annulla la condanna a 14 anni
Colpo di scena per l’industriale di Pomigliano: accolto il ricorso della difesa sull'omicidio Di Marzo. Si terrà un nuovo processo d’appello.
La vicenda giudiziaria che vede protagonista Vincenzo La Gatta, noto industriale del settore aerospaziale vesuviano, subisce un ribaltamento inaspettato. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti annullato la sentenza di condanna a 14 anni di reclusione per l’omicidio di Giuseppe Di Marzo, disponendo un nuovo processo innanzi a una diversa sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli.
La tragedia della vigilia di Natale
I fatti risalgono alla sera del 23 dicembre 2016. In un clima che avrebbe dovuto essere di festa, presso il resort "Pietrabianca" di Pomigliano d’Arco, si consumò il dramma. Secondo le ricostruzioni, La Gatta intervenne per difendere l'amico Giuseppe Sassone, titolare della struttura, da una violenta aggressione messa in atto dal Di Marzo. In quegli istanti concitati e dai contorni ancora oggetto di dibattimento, l'industriale impugnò un'arma legittimamente detenuta: un colpo partì, centrando la vittima alla tempia.
L’iter processuale: dalle attenuanti al rincaro della pena
Il percorso nelle aule di giustizia è stato lungo e tormentato:
Primo Grado (2021): La Corte di Assise di Napoli aveva condannato l'imputato a 10 anni, riconoscendo l'attenuante della provocazione.
Appello (2023): In accoglimento del ricorso del Pubblico Ministero, la pena era stata inasprita, portandola a 14 anni di reclusione.
Il ribaltamento dei "Supremi Giudici"
Nonostante la requisitoria del Procuratore Generale e le istanze delle parti civili puntassero verso la conferma della condanna (e il conseguente ingresso in carcere per l'industriale), la strategia difensiva ha segnato un punto decisivo.
I legali di La Gatta, gli avvocati Dario Vannetiello e Saverio Campana, sono riusciti a scardinare l'impianto accusatorio della sentenza d'appello. La difesa ha puntato i riflettori su due pilastri fondamentali:
La convinzione di agire per legittima difesa: legata al contesto di aggressione violenta subito dall'amico dell'imputato.
L’assenza di volontà omicida: contestando la ricostruzione del dolo da parte dei giudici partenopei.
Un sospiro di sollievo per il polo aerospaziale
La notizia dell’annullamento non ha avuto risonanza solo nelle aule di tribunale, ma ha raggiunto immediatamente i cancelli dell'azienda di La Gatta. L’industria, eccellenza del territorio da ben 120 anni nella produzione di carrelli d'atterraggio, vede in Vincenzo La Gatta l'anima gestionale e produttiva. Il rischio di una condanna definitiva preoccupava non poco le centinaia di dipendenti, legati alle sorti del loro leader.
Prossimi passi
Si attende ora il deposito delle motivazioni della Suprema Corte. Una volta rese note, la palla tornerà al Palazzo di Giustizia di Napoli per un nuovo giudizio di rinvio, che dovrà rivalutare l'intera dinamica di quella tragica notte di dieci anni fa.