Caso Domenico Caliendo: la famiglia attacca il sit-in a sostegno del cardiochirurgo Oppido

L'avvocato Petruzzi critica la solidarietà per il medico Guido Oppido, ricordando le accuse di falsificazione e chiedendo rispetto per il dolore

24 luglio 2026 10:06
Caso Domenico Caliendo: la famiglia attacca il sit-in a sostegno del cardiochirurgo Oppido -
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L'avvocato Francesco Petruzzi, legale dei familiari del piccolo Domenico Caliendo, ha espresso parole di profondo sdegno contro la manifestazione organizzata a favore del cardiochirurgo Guido Oppido. Il bambino di due anni e mezzo è deceduto in seguito a un trapianto di cuore fallito, una tragedia che secondo i parenti si sarebbe potuta evitare e che oggi vede il medico al centro di una bufera giudiziaria legata all'alterazione delle cartelle cliniche.

La manifestazione di un gruppo di genitori, scesi in piazza per chiedere il reintegro del medico, ha suscitato la ferma reazione della famiglia Caliendo-Mercolino. Secondo il legale, chi difende apertamente l'operato del professionista sta ignorando elementi di straordinaria gravità emersi dalle indagini, dimostrando una totale mancanza di empatia nei confronti di una madre devastata dalla perdita del proprio figlio.

Secondo l'impianto difensivo della famiglia, per il chirurgo sarebbero state necessarie misure cautelari decisamente più stringenti rispetto alla semplice interdizione o alla sospensione. Avergli lasciato piena libertà d'azione subito dopo la presentazione della querela gli avrebbe infatti consentito di tentare la falsificazione dei documenti e di condizionare i colleghi, un rischio che si sarebbe dovuto evitare tempestivamente.

Il perno della vicenda ruota attorno alle valutazioni del giudice per le indagini preliminari, che nell'ordinanza fa riferimento a un chiaro quadro di manipolazione della verità. La presunta falsificazione dei dati clinici non può essere derubricata a un dettaglio insignificante, poiché rappresenta un tentativo di alterare la ricostruzione dei fatti e di ostacolare la ricerca della giustizia.

La speranza manifestata dai familiari è che l'opinione pubblica comprenda la gravità dei comportamenti contestati e interrompa ogni forma di sostegno incondizionato al medico. In un contesto segnato da una ferita incancellabile, la priorità assoluta deve rimanere l'accertamento della verità, affinché venga fatta piena luce sulle responsabilità che hanno portato alla scomparsa del piccolo Domenico.

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