Caso Bifulco: il Quirinale rompe un silenzio lungo ventidue anni
La Presidenza della Repubblica risponde alla famiglia di Giovanna, deceduta nel 2004. Studio Maior presenta una nuova querela a Nola.
Il 3 febbraio 2004, a distanza di oltre ventidue anni di doloroso e complesso iter giudiziario, la scomparsa della quarantenne Giovanna Bifulco presso la Clinica Santa Lucia è giunta all'attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha espresso formalmente, tramite il magistrato Carmelo Barbieri, la propria vicinanza alla famiglia Bifulco Accardi, proprio mentre i legali dello Studio Associati Maior depositavano alla Procura di Nola una nuova querela per chiedere l'immediata riapertura delle indagini a causa di gravi contraddizioni medico-legali.
Il riscontro pervenuto dal Quirinale si configura come un evento di straordinaria e assoluta eccezionalità, capace di squarciare un velo di silenzio istituzionale durato più di due decenni. La nota trasmessa dal Dott. Carmelo Barbieri, Magistrato in servizio presso l'Ufficio per gli Affari dell'Amministrazione della Giustizia, supera i rigidi binari del protocollo burocratico per testimoniare la profonda attenzione del Capo dello Stato verso un lutto reso insostenibile da tempi giudiziari abnormi. Pur riaffermando i limiti costituzionali che precludono al Quirinale ogni interferenza con l'autonomia della Magistratura, questo pronunciamento valida la legittimità della battaglia di una famiglia esemplare, riconosciuta da osservatori e stampa per un'assoluta e intoccabile compostezza nel richiedere la verità sulla tragica fine di una donna stimata e solare, il cui ricordo vive ancora intatto nelle comunità di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno.
A determinare questa importante svolta è stata la meticolosa revisione di tutti i gradi di giudizio compiuta dagli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo dello Studio Associati Maior, i quali, insieme al medico legale Dott. Marcello Lorello, hanno denunciato un preoccupante quadro di malasanità e malagiustizia basato su consulenze tecniche d'ufficio palesemente contraddittorie e inficiate da profili di falso ideologico. Se in passato i verdetti avevano frettolosamente liquidato il decesso come una fatalità imprevedibile, le risultanze oggettive dell'autopsia hanno invece dimostrato che il quadro clinico della donna fosse già gravemente compromesso ventiquattro ore prima della morte, caratterizzato da severi disturbi gastrici e insufficienza respiratoria che i medici affrontarono prescrivendo massicci dosaggi farmacologici a distanza, senza mai eseguire una doverosa e tempestiva visita domiciliare.
La nuova denuncia-querela presentata presso la Procura della Repubblica di Nola segna dunque l'inizio di una nuova e determinata fase legale, finalizzata a fare piena luce sulle omissioni e sulle discrepanze scientifiche che hanno paralizzato l'accertamento dei fatti per oltre vent'anni. I professionisti dello Studio Maior hanno ribadito che la pur preziosa vicinanza umana manifestata dalle alte cariche dello Stato deve necessariamente tradursi in un definitivo e concreto riscontro nelle sedi opportune, poiché un percorso giudiziario così prolungato rischia di svuotare di significato il concetto stesso di giustizia. La richiesta formale di riapertura delle indagini si propone di restituire dignità alla memoria di Giovanna Bifulco, per accertare in modo inequivocabile ogni livello di responsabilità e dare finalmente risposte certe a una ferita rimasta aperta nel tessuto sociale e familiare del territorio.
Fact Check
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Verificato il: 18 giugno 2026