Caserta, furbetti del cartellino all'Asl: sospesi sei sanitari
Quattro medici e due infermieri del Distretto 12 sono stati allontanati per un anno con l'accusa di truffa aggravata e false attestazioni.
I carabinieri del Nas di Caserta hanno notificato oggi sei provvedimenti di sospensione dal servizio, della durata di dodici mesi, ad altrettanti dipendenti dell'azienda sanitaria locale. L'operazione, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, colpisce quattro dirigenti medici e due infermieri accusati di allontanarsi ingiustificatamente dal posto di lavoro per sbrigare commissioni private o faccende familiari mentre risultavano regolarmente in turno.
L'indagine ha svelato un collaudato sistema di assenteismo che coinvolgeva figure chiave del distretto sanitario cittadino e dei comuni limitrofi. Attraverso pedinamenti mirati e l'installazione di telecamere nascoste nei pressi dei varchi d'accesso e delle macchine marcatempo, i militari hanno documentato come gli indagati timbrassero regolarmente il cartellino per poi abbandonare immediatamente la struttura. Le prove raccolte mostrano una discrepanza sistematica tra la presenza dichiarata e l'effettiva prestazione lavorativa, configurando i reati di truffa ai danni di un ente pubblico e false attestazioni.
Tra i destinatari della misura cautelare figurano professionisti operanti in settori delicati come l'Unità Materno Infantile, l'odontoiatria ambulatoriale e l'ufficio per le esenzioni ticket. Coinvolti anche medici addetti alla continuità assistenziale e infermieri responsabili del coordinamento delle cure domiciliari, funzioni essenziali per la gestione della salute territoriale. Il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto necessario il provvedimento di sospensione per interrompere la reiterazione di condotte che danneggiano gravemente l'efficienza dei servizi sanitari e il bilancio pubblico.
Le attività di osservazione condotte dal Nucleo Antisofisticazione hanno permesso di ricostruire i movimenti dei sei dipendenti durante l'intero arco della giornata lavorativa. Gli inquirenti hanno evidenziato come le uscite non autorizzate non fossero casi isolati ma un'abitudine consolidata, che lasciava scoperti uffici e ambulatori a scapito degli utenti. L'inchiesta prosegue ora per verificare eventuali ulteriori complicità all'interno dell'amministrazione sanitaria e per quantificare con precisione il danno economico derivato dalle ore di lavoro retribuite ma mai effettuate.