Carmine Valentino torna in Provincia

L'ex sindaco di Sant’Agata de’ Goti commenta l'elezione al Consiglio Provinciale

A cura di Redazione
02 marzo 2026 19:53
Carmine Valentino torna in Provincia -
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Con un bottino di 7.557 voti ponderati, Carmine Valentino riprende il suo posto alla Rocca dei Rettori. Un ritorno che il consigliere del Partito Democratico accoglie con l’emozione della "prima volta", ma con la consapevolezza di chi conosce bene le dinamiche di un territorio complesso come quello sannita.

Un risultato di squadra e un’analisi lucida

Valentino esordisce ringraziando gli amministratori che hanno sostenuto la sua corsa, condividendo il traguardo con la lista del PD, la Segretaria provinciale Giovanni Marcantonio e l’intero gruppo dirigente. Non manca, però, una punta di rammarico per il mancato scatto del sesto seggio:

«Un risultato complessivo che, per una manciata di voti, non ha consentito l’elezione di un ulteriore consigliere per ragioni ben evidenti a tutti», sottolinea Valentino, lanciando un messaggio neanche troppo velato alle dinamiche interne alla coalizione.

L’appello alla concretezza: «Basta auto-celebrazioni»

Il fulcro dell'intervento di Valentino è un richiamo al pragmatismo. Dopo la "conta dei seggi", il consigliere dem invita a superare la fase dei numeri per entrare in quella della politica reale.

  • Azione Amministrativa: Massima attenzione alle criticità infrastrutturali e sociali, con un occhio di riguardo per i Comuni più piccoli e disagiati.

  • Leadership e Visione: Una critica sottile a chi, nelle ultime ore, ha indugiato in toni trionfalistici. «La leadership non si misura nell’auto-celebrazione, ma nella capacità di trasformare il consenso in scelte concrete e misurabili».

Il rapporto con la Presidenza e il Centro-sinistra

Verso il Presidente Nino Lombardi, la linea è quella della leale collaborazione, purché richiesta e nel rispetto dei ruoli. Valentino ribadisce che il PD si muoverà coerentemente nel perimetro del centro-sinistra, cercando il dialogo con le forze moderate e rifuggendo da ogni forma di "egemonia precostituita".

«La Rocca dei Rettori deve essere la casa del dialogo e non un luogo di conteggi numerici. Se saranno rose fioriranno, senza invadenze o soluzioni preconfezionate».

Il messaggio finale è un impegno solenne al servizio del territorio: «Onorerò questo mandato con spirito di servizio e ascolto costante». Con l'insediamento del nuovo Consiglio, si chiude la stagione dei proclami e si apre quella, ben più ardua, del governo del Sannio.

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