Carceri di Avellino e Benevento, l’allarme di Ciambriello su degrado e sanità
Sovraffollamento, carenze igieniche e assistenza psichiatrica insufficiente: i Garanti chiedono interventi urgenti e più misure alternative.
Sovraffollamento, condizioni igienico-sanitarie precarie e carenze nell’assistenza sanitaria e psichiatrica. Sono le principali criticità emerse nel corso della visita alla Casa Circondariale di Avellino del Garante regionale delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, e dell’incontro istituzionale svoltosi presso il Tribunale di Sorveglianza di Avellino.
In mattinata, Ciambriello ha visitato l’istituto penitenziario avellinese, accompagnato dalla Comandante Tiziana Perillo e dalla Vice Comandante Rosa Cucca. I numeri fotografano una situazione di forte sovraffollamento: sono presenti 696 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 535 posti. Tra loro figurano 43 donne del circuito di Alta Sicurezza, 47 detenuti di Media Sicurezza e 62 detenuti stranieri.
All’uscita dal carcere, il Garante regionale ha denunciato le gravi condizioni dell’infermeria e della sezione che ospita 28 detenuti protetti, dove sarebbero presenti muffa, umidità e insetti.
«Come possono essere ospitate persone malate in un’infermeria che, per le condizioni igienico-sanitarie, dovrebbe essere chiusa? Come possono continuare a vivere 28 detenuti protetti in ambienti segnati da muffa e umidità? Queste situazioni, insieme alle criticità della sezione ex articolo 32, richiedono risposte immediate e non più rinviabili», ha dichiarato Ciambriello.
Sul fronte della carenza idrica, il Garante ha comunicato che da gennaio 2027 dovrebbero partire lavori per un investimento complessivo di 2 milioni di euro. Già dalla prossima settimana, inoltre, dovrebbe essere garantita la disponibilità dell’acqua per l’intera giornata.
A destare particolare preoccupazione è anche la prevista apertura, nel carcere di Avellino, di un’articolazione per detenuti con problematiche psichiatriche dotata di appena quattro posti.
«Quattro posti sono assolutamente insufficienti rispetto alle necessità dei detenuti con sofferenza psichica. L’articolazione di Sant’Angelo dei Lombardi è chiusa da oltre cinque anni e quella di Benevento da più di tre. Inoltre, in tutta la Campania manca un’articolazione psichiatrica femminile, dopo la chiusura degli otto posti precedentemente disponibili a Pozzuoli», ha denunciato il Garante regionale.
Le criticità del sistema penitenziario sono state al centro anche dell’incontro presso il Tribunale di Sorveglianza di Avellino, al quale hanno partecipato la Presidente Maria Bottoni, le magistrate Loredana Camerlenco e Marina Russo, il Garante regionale Samuele Ciambriello, il Garante provinciale di Avellino Carlo Mele e la Garante provinciale di Benevento Patrizia Sannino.
Nel corso del confronto sono state affrontate le problematiche degli istituti penitenziari delle province di Avellino e Benevento, con particolare riferimento alle condizioni igienico-sanitarie, ai ritardi nei lavori di ristrutturazione, alla carenza di assistenza psichiatrica e all’assenza di una presenza stabile dei Ser.D. per i detenuti con problemi di tossicodipendenza.
Al centro del dibattito anche il ricorso alle misure alternative alla detenzione. I Garanti hanno evidenziato la necessità di favorirne l’accesso, soprattutto per le persone con una pena residua inferiore ai quattro anni e per i detenuti che, pur avendo meno di un anno da scontare, non dispongono di una dimora stabile. Sottolineata, inoltre, l’importanza di una maggiore presenza della Magistratura di Sorveglianza all’interno degli istituti penitenziari.
La Presidente e le magistrate hanno accolto le segnalazioni, richiamando le difficoltà operative legate alla carenza di magistrati e personale amministrativo. È stata comunque manifestata la disponibilità a rafforzare la collaborazione istituzionale, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili, alle problematiche sanitarie, alle denunce di maltrattamenti e alle questioni relative alla liberazione anticipata.
Al termine, Ciambriello ha ringraziato la Presidente e le magistrate per la disponibilità all’ascolto e al confronto, ribadendo la necessità di interventi urgenti e concreti per tutelare il diritto alla salute delle persone detenute e garantire condizioni di detenzione dignitose.