Carcere: la denuncia di Bernardini e Giachetti scuote anche il Sannio
Dal caso limite di Sollicciano alla mobilitazione di Benevento, cresce la protesta contro il sovraffollamento e i materassi a terra.
La battaglia contro il degrado e il sovraffollamento del sistema penitenziario italiano si inasprisce dopo la pubblicazione di una circolare del Provveditorato regionale della Toscana. Nelle scorse ore, Rita Bernardini, presidente di "Nessuno tocchi Caino", e il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti hanno denunciato con forza il provvedimento che dispone il trasferimento dei detenuti dal carcere di Sollicciano a causa di gravi carenze igienico-sanitarie, suggerendo però alle altre strutture di ricorrere a soluzioni estreme come brande aggiuntive o materassi a terra. Questa drammatica emergenza nazionale trova una sponda ideale e politica anche nel territorio sannita, dove la comunità locale si è recentemente mobilitata per accendere i riflettori sui diritti umani fondamentali dentro le mura degli istituti di pena.
Il provvedimento toscano è stato definito apertamente fuorilegge e inaccettabile dai due esponenti politici, poiché rischia di trasformare l'eccezione emergenziale in una regola permanente che calpesta la dignità umana. Spostare i detenuti da una struttura fatiscente all'altra, ipotizzando fin da subito di sistemarli sul pavimento, rappresenta per i promotori della protesta una resa delle istituzioni e una palese violazione dei diritti garantiti dalla Costituzione. La denuncia ha immediatamente preso la via delle aule parlamentari attraverso specifiche interrogazioni rivolte al Ministero della Giustizia, nel tentativo di bloccare una disposizione che aggraverebbe la già cronica saturazione dei penitenziari italiani.
Questa fotografia della realtà carceraria risuona con particolare forza a Benevento, dove il dibattito sulla dignità della pena è più vivo che mai grazie all'impegno delle associazioni locali. Lo scorso ventidue giugno, la stessa Rita Bernardini, insieme al garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello e all'operatore sociale Antonio Sauchella, autore del libro Alba di Carta, si era riunita nella sede di Civico22. In quella occasione erano state illustrate le condizioni poco dignitose e a tratti disumane in cui versano moltissimi istituti del Paese, anticipando di fatto le criticità strutturali che oggi stanno drammaticamente emergendo nelle cronache nazionali.
La mobilitazione nata nel capoluogo sannita si unisce così idealmente alla protesta nazionale, dimostrando come il tema della legalità penitenziaria non sia una questione burocratica ma un inderogabile principio di civiltà. L'urgenza condivisa da attivisti, garanti e operatori sociali è quella di tutelare non solo i reclusi, ma anche il personale di polizia penitenziaria e i direttori, quotidianamente costretti a gestire la tensione di un sistema al collasso. La battaglia per il rispetto dell'articolo ventisette della Costituzione continua, legando indissolubilmente le denunce romane alle istanze di giustizia espresse dalla comunità beneventana.