Carcere di Santa Maria Capua Vetere, arriva il canile .

Il reinserimento sociale dei detenuti giova a tutti . Art 27 costituzione Ogni buon cittadino paga le tasse per reinserire ogni detenuto. In carcere ( non tutti e non sempre ) può essere ammesso a lav...

08 giugno 2022 16:14
Carcere di Santa Maria Capua Vetere, arriva il canile . -
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Il reinserimento sociale dei detenuti giova a tutti . Art 27 costituzione Ogni buon cittadino paga le tasse per reinserire ogni detenuto. In carcere ( non tutti e non sempre ) può essere ammesso a lavorare. Il  benessere emotivo: due componenti che nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) saranno implementate grazie agli animali. Sfatiamo la leggenda del " carcerato " ogni essere umano ha una parte di se " buona " l'immagine del mostro che, commesso il reato è destinato a marcire in cella , oziando h 24 . Ogni detenuto può essere recuperato. La cultura delinquenziale va combattuta con l'amore. Chi meglio di un pelosetto può rieducare un detenuto. ( ovviamente sono detenuti scelti e valutati ) da figure professionali, pschiatra , educatore, assistente sociale, psicologo. Ad ogni detenuto va tolta la possibilità di crearsi un alibi per il futuro. La mente umana crea uragani senza freni quando si ozia . L'amore è:  la medicina per ogni male in questa magica vita. Non si può creare un circolo vizioso. Entrano ed escono più cattivi di prima. Chi commette un reato deve pagare con una giusta condanna e la possibilità di poter essere un essere umano migliore. Racconta la direttrice del Carcere Donatella Rotundo. «Il contatto con gli animali aiuta il benessere dell'essere umano ed è un aspetto importante per i detenuti, soprattutto nell'ottica del loro reinserimento in società» Così la direttrice del Carcere di Santa Maria Capua Vetere, Donatella Rotundo, racconta la nascita di un progetto lungimirante. Prossima apertura di un canile comunale e di un presidio sanitario veterinario all'interno della struttura penitenziaria della provincia di Caserta. Il canile sarà gestito dal Comune di Santa Maria Capua Vetere in collaborazione con i detenuti della Casa circondariale della città, come si legge nell'ordinanza firmata dal sindaco  Antonio Mirra. Ad essere coinvolti nel progetto saranno però molti altri enti locali e nazionali come l’Agenzia del Demanio, l’Asl di Caserta e l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il canile sarà realizzato insieme a un ambulatorio veterinario in co-uso con l'Asl casertana. A questo si aggiungono anche aule formative dove saranno attivati 7 corsi rivolti ai detenuti che vogliono lavorare( un binomio perfetto) lavoro e Pet terapy .
Animali come dog trainer, operatore per Interventi assistiti con animali e altre figure professionali.

«L'obiettivo di tutto il mio operato come direttore del carcere è sempre rivolto al reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti – spiega Rotundo – Attraverso il lavoro possiamo abbattere il rischio di recidiva, e per realizzare davvero questo proposito la formazione non basta: come amministrazione penitenziaria vogliamo accompagnare i detenuti dando loro la possibilità di mettere in pratica le conoscenze acquisite e poi di realizzarle fuori dalle mura del carcere. Per fare ciò stiamo stipulando per questo progetto appositi protocolli con il Comune, con l'Asl e anche con l'Università Federico II».

I DATI  forniti da chi conosce il problema carcere Antigone, associazione nazionale che si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario, nel 2021 il 62% dei detenuti in carcere c’era già stato almeno un’altra volta, mentre il 18% c’era già stato in precedenza 5 o più volte: si tratta di numeri fra i più alti d'Europa.

«Il nostro proposito con questo progetto non è semplicemente di dare ai detenuti degli strumenti per reinserirsi, ma, creare attivamente dei posti di lavoro», sottolinea Rotundo.

Tra i motivi alla base dei tassi di recidiva tanto elevati nel nostro Paese non c'è solo la difficoltà d'inserimento nel mondo lavorativo, ma anche questioni più profonde che si legano con la qualità della vita dei carcerati che devono scontare la propria pena nelle carceri più affollate d'Europa dopo quelle di Turchia e Bulgaria.

«Per favorire il benessere di queste persone – aggiunge Rotundo – a luglio partiranno i colloqui con gli animali domestici.

Stiamo rifacendo l'area verde del carcere per dare ai detenuti la possibilità una volta al mese di trascorrere l'ora di colloquio con un familiare e il loro animale. Il cane che potrà accedere all'area verde dovrà essere microchippato, e intestato a un familiare o al detenuto stesso, oltre ad avere tutta la sua documentazione in regola .

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