Carcere Benevento: ancora scontri e Polizia sotto attacco

Nuove aggressioni e devastazioni scuotono l'istituto beneventano. Il SAPPE denuncia l'escalation e pretende un'immediata risposta statale.

06 agosto 2026 22:45
Carcere Benevento: ancora scontri e Polizia sotto attacco -
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Oggi pomeriggio nel carcere di Benevento un detenuto italiano ha scatenato la furia distruttiva prima nell'infermeria e poi lungo la sezione, provocando il ferimento di due agenti della Polizia Penitenziaria.

L'episodio si inserisce in un clima di gravissima tensione che segue di pochi giorni la devastazione di un intero reparto. Il primo aggressore, dopo aver devastato i locali sanitari, ha attaccato i poliziotti con sputi e lancio di oggetti, distrutto le telecamere di videosorveglianza e incitato gli altri reclusi alla rivolta. Nel tardo pomeriggio un secondo detenuto ha tentato un'analoga aggressione al piano terra, costringendo gli agenti a un intervento rischioso per riportare l'ordine. Il bilancio finale conta due poliziotti finiti al Pronto Soccorso dell'ospedale cittadino con prognosi di cinque e sette giorni.

La reazione dei sindacati non si è fatta attendere e ha espresso tutta la drammaticità del momento per bocca dei vertici della Polizia Penitenziaria. Giuseppe Cimino, Segretario Nazionale del SAPPE, ha evidenziato come il personale stia pagando il prezzo più alto pur continuando a garantire la sicurezza tra mille difficoltà operative. Sulla stessa linea Donato Capece, Segretario Generale del sindacato, che ha parlato di un clima di illegalità ormai intollerabile e non più riconducibile a fatti isolati, chiedendo che lo Stato riaffermi con fermezza la propria autorevolezza e punisca severamente chi devasta i beni pubblici.

Di fronte a questo scenario il SAPPE chiede interventi immediati e non più rinviabili per tutelare la sicurezza dell'istituto e l'incolumità degli operatori. Tra le misure individuate figurano il rafforzamento organico del personale, l'assegnazione di strumenti operativi più efficaci e il trasferimento tempestivo dei soggetti più pericolosi verso circuiti ad alta sicurezza. Senza sanzioni certe e una concreta riorganizzazione delle strutture detentive, la tutela della Polizia Penitenziaria e il ripristino della legalità restano obiettivi irraggiungibili.

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