Caos al carcere di Avellino: il SAPPE chiede la rimozione del direttore
Dopo l'ennesima aggressione e il ritrovamento di un cellulare, scatta la protesta dei sindacati davanti all'istituto il prossimo 29 giugno.
Nella serata di ieri, la Casa Circondariale di Avellino è stata teatro di una violenta aggressione ai danni di un detenuto, trovato poi in possesso di un telefonino, spingendo il sindacato autonomo SAPPE a proclamare una manifestazione di protesta per il prossimo 29 giugno davanti all'istituto irpino per denunciare il collasso gestionale e organizzativo della struttura.
L'episodio ha visto un ristretto brutalmente pestato dai compagni di cella e successivamente scoperto con lo smartphone durante il trasporto d'urgenza all'ospedale Moscati. Solo il tempestivo e professionale intervento degli agenti di Polizia Penitenziaria ha evitato conseguenze fatali, accendendo nuovamente i riflettori su un contesto lavorativo diventato ormai insostenibile e gravoso per tutto il personale in servizio.
Marianna Argenio, Vicesegretario Regionale del SAPPE Campania, ha denunciato con forza la totale assenza di una direzione stabile e di un’organizzazione del lavoro efficiente, sollecitando i vertici del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria a disporre un immediato avvicendamento dei vertici della struttura irpina. Secondo il sindacato, serve una guida autorevole e presente, capace di restituire sicurezza e legalità a un reparto ormai stremato da mesi di tensioni continue.
Sulla stessa linea si è schierato il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, il quale ha chiesto formalmente al Provveditore regionale della Campania, Carlo Berlini, l'invio immediato di un'ispezione ministeriale. L'obiettivo è quello di verificare in modo imparziale le condizioni operative della struttura e valutare la rimozione dell'attuale direttore qualora venisse confermata l'incapacità dell'attuale assetto di gestire efficacemente l'istituto penitenziario.
Per dare voce a questo profondo malessere e costringere l'amministrazione centrale a scelte rapide e coraggiose, la maggioranza delle sigle sindacali si radunerà in un sit-in di protesta il 29 giugno. I lavoratori penitenziari gridano a gran voce di non voler essere lasciati soli di fronte alle croniche carenze d'organico e pretendono tutele reali per ripristinare standard dignitosi di ordine e sicurezza.
Fact Check
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Verificato il: 22 giugno 2026