Campus:"Progetto Cervinara" richiama alla verità degli atti
Nella gestione della cosa pubblica contano gli atti, non le narrazioni costruite a posteriori.
In questi giorni il dibattito pubblico sul progetto del Campus scolastico di Cervinara è stato
accompagnato da polemiche, ricostruzioni parziali e tentativi di negare ciò che invece è
chiaramente scritto negli atti amministrativi.
La relazione del Commissario Prefettizio, dott. Salvatore Guerra, ha però riportato la discussione
sul terreno della verità dei fatti. Con equilibrio istituzionale e senza alcun interesse politico, il
Commissario ha semplicemente fatto ciò che le istituzioni devono fare: leggere le carte e spiegare
ai cittadini quali sono i vincoli reali del progetto.
Il Commissario non difende una parte politica né deve giustificare scelte amministrative passate. Il
suo compito è esclusivamente quello di garantire la corretta gestione dell’Ente in una fase
straordinaria della vita amministrativa del Comune. Proprio per questo la sua relazione assume un
valore ancora più significativo: è una ricostruzione oggettiva dei fatti, non una posizione di parte.
E cosa dicono le carte? Dicono che il progetto del Campus è stato candidato e finanziato
nell’ambito delle misure PNRR che prevedono la realizzazione di nuove scuole mediante
demolizione degli edifici esistenti. Dicono che quella scelta progettuale ha consentito al Comune di
ottenere un punteggio premiale determinante per accedere al finanziamento. E dicono,
soprattutto, che l’eventuale mancata demolizione potrebbe comportare la decurtazione di una
parte significativa del finanziamento o, nel caso peggiore, la revoca dell’intero contributo.
Sono fatti amministrativi, non opinioni.
Alla luce di questo quadro appare francamente pretestuoso il tentativo di alcuni ex amministratori
di mettere in discussione oggi ciò che è chiaramente contenuto negli atti e che risale proprio al
periodo in cui loro stessi erano protagonisti della vita amministrativa del Comune.
Come associazione politico-culturale “Progetto Cervinara”, guidata dal coordinatore Ing. Giuseppe
Ragucci, non possiamo che prendere atto con rispetto della chiarezza e della correttezza
istituzionale dimostrata dal Commissario Prefettizio. La sua relazione ha avuto il merito di
ristabilire un principio fondamentale nella gestione della cosa pubblica: contano gli atti, non le
narrazioni costruite a posteriori.
Il confronto politico è legittimo e necessario, ma dovrebbe sempre partire da un presupposto
imprescindibile: il rispetto della verità documentale e delle responsabilità amministrative assunte
nel tempo.
Cervinara ha bisogno di serietà, di chiarezza e di rispetto per i cittadini. Le polemiche costruite
sulla negazione delle carte non aiutano la comunità. La verità amministrativa, invece, è sempre il
punto da cui partire per costruire il futuro.
I Portavoce di PROGETTO CERVINARA