Campi Flegrei: il rischio naturale non si gestisce con la precarietà
La prevenzione e la gestione dell'emergenza non possono essere trattate come un cantiere temporaneo
La gestione del bradisismo nei Campi Flegrei continua a scontrarsi con un paradosso difficile da accettare: mentre il fenomeno naturale è continuo, monitorato costantemente dalla scienza e ben conosciuto, le risposte delle istituzioni locali e centrali continuano a reggersi su strumenti di emergenza e su una preoccupante precarietà amministrativa.
La fragilità degli enti locali e il caso Bacoli
Le recenti preoccupazioni espresse dal sindaco di Bacoli riguardo alla scadenza dei contratti per tecnici, ingegneri e operatori di polizia locale — assunti grazie a decreti speciali come il Decreto-Legge n. 140/2023 — hanno portato alla luce una criticità che riguarda l'intera area flegrea. Affidare la sicurezza, i controlli sugli edifici e la gestione quotidiana di un territorio a rischio a personale con contratti a termine, da rinnovare continuamente in attesa di proroghe ministeriali, rappresenta una debolezza strutturale inaccettabile. La prevenzione e la gestione dell'emergenza non possono essere trattate come un cantiere temporaneo. Le professionalità che operano sul campo accumulano un'esperienza preziosa nella risposta alle scosse e nel supporto ai cittadini; perdere queste competenze ogni volta che un contratto giunge a scadenza significa indebolire deliberatamente il primo baluardo di difesa della comunità.
Il cortocircuito della comunicazione e della fiducia
Questo senso di incertezza si riflette inevitabilmente anche sul rapporto con la popolazione. Una comunicazione istituzionale efficace non può limitarsi alla diffusione di bollettini o allarmi estemporanei, ma deve fondarsi sulla trasparenza e su una chiara programmazione. Quando i cittadini percepiscono che persino la capacità operativa del proprio comune è appesa a decreti d'urgenza e a finanziamenti a breve termine, crescono comprensibilmente la sfiducia, lo smarrimento e il senso di abbandono.
Verso un modello di stabilità strutturale
La vera sfida per i Campi Flegrei non riguarda soltanto la capacità di osservare l'evoluzione geodinamica della terra, ma quella di costruire istituzioni solide e resilienti. Per superare questa fase è necessario un cambio di rotta radicale: abbandonare la logica dell'emergenza per passare a un modello fondato su organici fissi, finanziamenti pluriennali e una reale programmazione a lungo termine, capace di dare stabilità sia agli enti locali che alla comunità che vive il territorio ogni giorno.