Campania:Business finto lavoro,smantellata rete criminale

A capo dell'organizzazione un dipendente dell'Ispettorato del Lavoro. Oltre 3.000 le pratiche irregolari per favorire l'immigrazione clandestina.

A cura di Redazione
09 marzo 2026 12:43
Campania:Business finto lavoro,smantellata rete criminale  -
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Una vera e propria "fabbrica" di falsi documenti, capace di inquinare il sistema dei flussi migratori e di generare un giro d’affari illecito da migliaia di euro. La Polizia di Stato ha stroncato un’organizzazione criminale radicata nelle province di Napoli e Caserta, portando alla luce un sistema di corruzione che vedeva coinvolti pubblici ufficiali, imprenditori agricoli e mediatori.

Il ruolo chiave dell'Ispettorato

Al vertice del sodalizio, secondo le indagini della Squadra Mobile, si trovava un dipendente dell'Ispettorato del Lavoro di Napoli. Era lui il "regista" dell'operazione: sfruttando la propria posizione e la complicità di altri dipendenti pubblici, garantiva il rilascio dei pareri di congruità necessari per ottenere il Nulla Osta al lavoro subordinato.

Questi atti amministrativi, fondamentali per permettere l’ingresso legale di cittadini stranieri in Italia, venivano emessi su basi totalmente false, certificando capacità occupazionali e requisiti aziendali inesistenti.

Il meccanismo dei "Nulla Osta" a pagamento

Il sistema era oliato da una rete di complicità che coinvolgeva diversi attori:

  • Aziende Agricole Compiacenti: Titolari di imprese mettevano a disposizione le proprie realtà aziendali per figurare come datori di lavoro.

  • Il CAF Strategico: Un centro di assistenza fiscale in provincia di Caserta fungeva da snodo per l'istruttoria delle pratiche viziate.

  • Mediatori Stranieri: Incaricati di gestire i contatti e i flussi di persone.

Per ogni lavoratore straniero "assunto" sulla carta, l'organizzazione percepiva dai 1.200 ai 2.000 euro. Un profitto netto che finiva nelle tasche di datori di lavoro e membri del sodalizio per alimentare un'immigrazione clandestina "legalizzata" da timbri e firme ufficiali.

Le accuse e i numeri dell'inchiesta

Le accuse mosse ai 18 indagati sono pesantissime: associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina pluriaggravato, falso e truffa.

L'intervento tempestivo delle autorità ha permesso di bloccare oltre 3.000 pratiche irregolari, impedendo che migliaia di ingressi illegali venissero perfezionati attraverso questo canale truccato. Per alcuni collaboratori e mediatori sono scattati gli arresti domiciliari, mentre prosegue il lavoro degli inquirenti per analizzare la proiezione transnazionale dell'organizzazione.

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