Campania, tre morti sul lavoro in pochi giorni: è allarme sicurezza

Domenica 11 ottobre la 76ª Giornata ANMIL: gli ultimi incidenti in Campania riaccendono l'allarme su prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

11 ottobre 2026 08:45
Campania, tre morti sul lavoro in pochi giorni: è allarme sicurezza -
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Oggi, domenica 11 ottobre si celebra in tutta Italia la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL, l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro. Una ricorrenza che dovrebbe essere un momento di memoria, riflessione e impegno collettivo, ma che quest’anno assume un significato ancora più doloroso per la Campania, segnata da una serie di gravi incidenti sul lavoro verificatisi negli ultimi giorni.

Il bilancio delle ultime settimane racconta storie di uomini usciti di casa per guadagnarsi da vivere e che non hanno più fatto ritorno dalle proprie famiglie. Una scia di tragedie che riporta drammaticamente in primo piano la necessità di garantire condizioni di lavoro sicure, controlli efficaci e il pieno rispetto delle norme antinfortunistiche.

Da Caivano all’Irpinia, tre vittime in pochi giorni

Tra i casi più recenti c’è quello di Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni, morto dopo essere precipitato da un capannone a Caivano, nel Napoletano, mentre era impegnato in lavori di posa di una guaina isolante. L’uomo è deceduto in ospedale il 3 ottobre. Le indagini hanno portato all’arresto del datore di lavoro, posto ai domiciliari con le accuse contestate dagli inquirenti. Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, Calignano e gli altri due operai presenti sul posto lavoravano in nero. La vicenda è ancora al vaglio della magistratura e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

A rendere ancora più drammatico il quadro regionale sono stati altri due incidenti mortali, verificatisi a distanza di poche ore tra il Beneventano e l’Irpinia. Tra le vittime figura Pietro Pellegrino, 55 anni, originario di Sassano, nel Salernitano, morto a Prata Principato Ultra, in provincia di Avellino, dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale mentre era impegnato in operazioni di smontaggio di pannelli solari. Secondo una prima ricostruzione, avrebbe ceduto un lucernario sotto il suo peso.

Tre tragedie in pochi giorni, che confermano quanto il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro non possa essere relegato a una ricorrenza annuale, ma debba rappresentare una priorità costante per istituzioni, imprese e lavoratori.

La sicurezza non può essere considerata un costo

Gli incidenti sul lavoro non sono soltanto numeri nelle statistiche. Dietro ogni vittima ci sono una famiglia, figli, genitori, colleghi e una comunità che si ritrova improvvisamente a fare i conti con una perdita irreparabile.

Le cadute dall’alto, in particolare nei cantieri e durante gli interventi sui tetti, continuano a rappresentare un rischio gravissimo. Per questo sono indispensabili dispositivi di protezione adeguati, sistemi anticaduta, formazione specifica, controlli e procedure di lavoro rigorose. Altrettanto fondamentale è contrastare il lavoro irregolare, che può rendere i lavoratori più vulnerabili e complicare l'applicazione delle tutele previste dalla legge.

La prevenzione deve iniziare prima che si verifichi un incidente. Non bastano le indagini successive a una tragedia: occorrono verifiche preventive, responsabilità chiare e una cultura della sicurezza condivisa, nella quale nessuna scadenza o esigenza produttiva possa prevalere sulla vita umana.

I numeri e l’appello alla prevenzione

I dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, relativi ai primi sette mesi del 2026, indicano 41 vittime di incidenti mortali in occasione di lavoro in Campania, collocando la regione tra quelle con il maggior numero di decessi registrati nel periodo. A livello nazionale, nello stesso arco temporale, le vittime sul lavoro e in itinere sono state complessivamente 595.

Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno ancora allarmante e che impongono di rafforzare le misure di prevenzione, la formazione e la vigilanza, con particolare attenzione ai settori maggiormente esposti al rischio.

Ricordare le vittime significa agire

La Giornata nazionale promossa dall’ANMIL è l’occasione per ricordare chi ha perso la vita mentre svolgeva il proprio lavoro e per esprimere vicinanza alle famiglie delle vittime, ma anche per rinnovare un impegno concreto affinché simili tragedie non si ripetano.

In Campania, dove gli ultimi giorni sono stati segnati da nuovi lutti, l’appello è chiaro: la sicurezza sul lavoro non può essere affidata al caso e la vita di un lavoratore non può valere meno di qualsiasi obiettivo economico.

Ogni incidente evitabile rappresenta una sconfitta per l’intera società. Per questo, nella giornata dell’11 ottobre, il ricordo deve trasformarsi in responsabilità, prevenzione e azioni concrete. Perché tornare a casa sani dopo una giornata di lavoro non è un privilegio

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