Campania, stop all'acqua privata: vittoria dei cittadini
Il Presidente Fico ferma la società mista. Cittadinanzattiva: «Storica sterzata per la gestione pubblica e la tutela delle risorse idriche»
La gestione dell'acqua in Campania cambia rotta. Con una decisione definita "storica" dai movimenti civici, il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha ufficialmente bloccato l'iter per la creazione di una società mista pubblico-privata. La scelta interrompe la gara per l'ingresso dei privati nella gestione degli acquedotti regionali, riportando la risorsa sotto il pieno controllo pubblico.
Una battaglia legale e sociale
La notizia è stata accolta con profonda soddisfazione da Cittadinanzattiva Campania APS. L'associazione, guidata dalla coordinatrice della Rete Consumatori Angela Marcarelli, da anni presidia la questione con ricorsi al TAR e azioni legali per impedire che una risorsa vitale finisse nelle mani delle multinazionali.
"Oggi possiamo dire con orgoglio che questa è una vittoria per i cittadini," ha dichiarato Marcarelli. "Ci siamo battuti in ogni sede istituzionale per difendere l'acqua come bene comune."
I punti chiave della decisione
La "sterzata" impressa dalla Presidenza regionale segna un punto di rottura con il passato e si muove su tre direttrici fondamentali:
Stop alla gara: Interruzione immediata della selezione del socio privato.
Tutela del bene comune: Riaffermazione dell'acqua come diritto umano universale, non soggetto a logiche di profitto.
Sostenibilità: Gestione orientata agli interessi collettivi e alla salvaguardia ambientale del territorio campano.
Prossimi passi: vigilanza e confronto
Nonostante l’entusiasmo, Cittadinanzattiva mantiene alta la guardia. L'associazione ha già avanzato una richiesta formale di incontro con il Presidente Fico per approfondire i dettagli tecnici della decisione e blindare il percorso normativo.
L'obiettivo è duplice: consolidare il modello di gestione totalmente pubblica ed evitare qualsiasi possibile "passo indietro" futuro. La sfida, ora, si sposta sulla capacità della Regione di garantire un servizio efficiente, moderno e sostenibile senza l'ausilio di capitali privati.