Campania, l'allarme di Save the Children: minori e violenza

In soli sei mesi del 2025 i tentati omicidi tra giovani eguagliano il totale del 2024. Esperti: "Serve educazione, non solo punizioni".

A cura di Redazione
12 marzo 2026 11:05
Campania, l'allarme di Save the Children: minori e violenza -
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I numeri raccontano una realtà cruda che non può più essere ignorata. A Napoli, il primo semestre del 2025 ha fatto registrare 27 minori arrestati o denunciati per omicidio, una cifra che quasi eguaglia i 28 casi registrati nell'intero 2024. Se confrontiamo questo dato con il 2019, quando i casi furono 13, il quadro che emerge è quello di un’escalation di violenza senza precedenti.

Una fotografia impietosa del territorio

Il rapporto "Dis(armati)", realizzato dal polo ricerca di Save the Children, scatta una fotografia nitida e preoccupante della città metropolitana. Non sono solo i reati di sangue a colpire, ma la pervasività delle armi tra i giovanissimi:

  • Porto abusivo di armi: 73 minori coinvolti nei primi sei mesi del 2025.

  • Lesioni personali: 73 casi registrati nello stesso periodo.

  • Risse: 18 episodi che confermano un innalzamento della soglia dello scontro.

Il fenomeno non risparmia quartieri storici come la Sanità o i Quartieri Spagnoli, dove il reclutamento da parte delle organizzazioni criminali avviene già a 14 o 15 anni. I minori vengono scelti perché "costano meno" e garantiscono una pressione costante sul territorio, esponendo meno i membri adulti dei clan.

Oltre l'emergenza: la necessità di un cambio di rotta

Secondo Antonella Inverno, responsabile ricerca di Save the Children, la risposta non può essere esclusivamente punitiva. Sebbene il Decreto Caivano abbia portato a una permanenza più lunga dei minori nel sistema penale, la sola repressione rischia di essere inefficace.

"La violenza è un fenomeno alimentato da vuoti educativi, solitudine e mancanza di opportunità. Un approccio che fa del controllo l’unico strumento non è in linea con i principi del diritto minorile."

L'indagine suggerisce che, per disarmare le nuove generazioni, sia necessario riempire quei vuoti sociali e spazi di crescita che oggi vengono occupati dalla strada e dalla criminalità organizzata.

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