Camorra, torna in carcere il boss Napolitano: violato il divieto di dimora

Incontrò esponenti del clan Mallardo a Minturno: i giudici della Corte d'Appello di Napoli temono il pericolo di una imminente fuga.

20 luglio 2026 12:28
Camorra, torna in carcere il boss Napolitano: violato il divieto di dimora -
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La quinta sezione penale della Corte di Appello di Napoli ha disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere per Francesco Napolitano, 69 anni, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia il reggente del clan Mallardo. L'uomo, che si trovava sottoposto all'obbligo del divieto di dimora in Campania nella cittadina di Minturno, in provincia di Latina, è stato arrestato e trasferito in un istituto di pena nei giorni scorsi. Il provvedimento restrittivo è scattato in seguito ai controlli effettuati sui sistemi di videosorveglianza dell'abitazione che lo ospitava nel Lazio, dai quali sono emersi contatti ravvicinati con figure apicali della criminalità organizzata giuglianese.

L'analisi delle immagini ha documentato che il sessantanovenne ha incontrato un noto pregiudicato di spicco della consorteria malavitosa, già protagonista di una precedente latitanza e legato all'Alleanza di Secondigliano, il cartello criminale che unisce i Mallardo ai clan Licciardi e Contini. Secondo i magistrati partenopei, questi summit riservati avrebbero delineato il concreto e imminente rischio di una fuga strategica da parte del boss, pianificata proprio alla vigilia di un cruciale appuntamento giudiziario. La prospettiva di rendersi irreperibile ha spinto i giudici a revocare immediatamente la misura meno afflittiva del divieto di dimora fuori regione.

L'urgenza del quadro cautelare si inserisce in una complessa vicenda processuale che vede Napolitano, assistito dagli avvocati Dario Vannetiello e Antonio Russo, condannato all'ergastolo in qualità di mandante dell'omicidio di Mario Di Lorenzo, consumato a Giugliano in Campania il 12 ottobre 1996 in concorso con Michele Olimpio e Filippo Caracallo. Nel giugno del 2024, tuttavia, il capoclan era ritornato in libertà per la decorrenza dei termini massimi di custodia, una scarcerazione scaturita dall'annullamento con rinvio della massima pena pronunciato dalla Corte di Cassazione, a cui era seguito il formale allontanamento dal territorio campano.

L'intera vicenda giudiziaria si avvia adesso verso uno snodo fondamentale e decisivo fissato per la data del 17 settembre, giorno in cui la Suprema Corte sarà chiamata a discutere il ricorso presentato dai legali di Francesco Napolitano e Michele Olimpio contro la pesante condanna. La decisione dei giudici capitolini stabilirà in maniera definitiva le sorti dei due imputati per il delitto di fine anni novanta, mentre il presunto capo dei Mallardo attenderà il verdetto definitivo dietro le sbarre a causa delle violazioni documentate dalle telecamere.

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