Borgo Ferrovia, luci spente sulla festa: resta l'amaro del declino

L'Associazione "Nui rà Ferrovia" contesta il mancato confronto con le istituzioni durante la manifestazione "Vino al Borgo".

A cura di Redazione
08 luglio 2026 17:31
Borgo Ferrovia, luci spente sulla festa: resta l'amaro del declino -
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Ad Avellino l'Associazione “Nui rà Ferrovia” ha espresso nelle ultime ore una dura nota critica in merito alla gestione politica e istituzionale della seconda edizione di “Vino al Borgo”, svoltasi nel fine settimana nel quartiere periferico di Borgo Ferrovia, denunciando pubblicamente come la massiccia presenza di amministratori e rappresentanti pubblici non sia stata sfruttata per affrontare le storiche e urgenti problematiche strutturali che affliggono quotidianamente i residenti della zona.

La tre giorni dedicata alla valorizzazione enogastronomica ha indubbiamente riempito le strade di visitatori, musica e brindisi, restituendo temporaneamente una parvenza di centralità a un'area troppo spesso dimenticata. Tuttavia, secondo i rappresentanti del comitato locale, la festa si è trasformata in una formidabile vetrina promozionale per la classe politica senza tradursi in un reale momento di ascolto delle istanze del territorio. La rabbia dei residenti nasce proprio dal contrasto tra l'effimera vivacità del fine settimana e il brusco ritorno alla normalità del lunedì, quando i calici riposti hanno lasciato spazio alle solite, immutate criticità.

L'amarezza espressa dai volontari dell'associazione mette sotto accusa l'abitudine istituzionale di concepire le periferie urbane esclusivamente come scenografie temporanee per eventi mondani, ignorando sistematicamente la richiesta di infrastrutture, servizi essenziali e interventi sociali mirati. Le passerelle elettorali e i soliti slogan sulla rigenerazione urbana non bastano più a una comunità che vive quotidianamente una condizione di profonda marginalità geografica e sociale. Il cuore pulsante del quartiere, compresi i rappresentanti più votati nell'ultima tornata elettorale, è stato di fatto escluso da ogni autentico tavolo di confronto, lasciando che i riflettori illuminassero solo lo svago e mai i problemi reali.

Il direttivo dell'Associazione “Nui rà Ferrovia”, da anni attiva nel supporto alle famiglie indigenti, agli anziani e alle fasce sociali più deboli del comprensorio, rivendica la necessità di un pragmatismo che vada oltre la pur legittima spensieratezza della kermesse. Quando le luci si spengono e i bilanci celebrativi vengono consegnati alla stampa, sul tappeto restano i nodi irrisolti di una stazione ferroviaria sbarrata e priva di collegamenti, insieme allo spettro ambientale dell'ex stabilimento Isochimica. Si tratta di questioni aperte da decenni che continuano a rimbalzare da un tavolo istituzionale all'altro senza che si intravedano soluzioni concrete o investimenti strutturali all'orizzonte.

La nota si conclude precisando che l'obiettivo della protesta non è affatto quello di penalizzare il successo o l'ottima riuscita di “Vino al Borgo”, iniziativa giudicata lodevole e necessaria per l'attrattività e la socialità della zona. La vera occasione persa risiede nell'incapacità delle autorità di sfruttare l'attenzione mediatica della città per accendere un faro duraturo sulle emergenze del quartiere. La preoccupazione dei cittadini è che, archiviate le fotografie istituzionali e i sorrisi di rito, la vita difficile di tutti i giorni debba nuovamente attendere nell'ombra fino alla prossima serata di gala, perpetuando un ciclo di indifferenza interrotto solo dai brindisi.

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