Blitz del NIL di Avellino nel turismo: pioggia di multe e locali chiusi
Controlli a tappeto dei Carabinieri contro il lavoro nero e l'insicurezza: sospese tre attività ricettive e scoperte decine di irregolarità.
Nella prima decade di luglio 2026, i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Avellino, supportati dai colleghi della linea territoriale, hanno condotto una vasta operazione di controllo nel settore turistico-alberghiero dell’Irpinia per contrastare il lavoro nero e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’iniziativa, inserita in una campagna straordinaria di vigilanza disposta dal Comando Generale dell’Arma, ha portato al monitoraggio ispettivo di sette strutture ricettive del territorio irpino, facendo emergere uno scenario di diffusa illegalità che ha richiesto l'immediata adozione di pesanti provvedimenti amministrativi e penali.
L’esito delle ispezioni ha rivelato una situazione critica sul fronte dell’impiego della manodopera, con ben ventidue posizioni lavorative risultate irregolari su un totale di trentatré addetti controllati dal personale ispettivo. Tra questi, dodici dipendenti prestavano la propria attività completamente in nero, privi di qualsiasi regolare contratto di assunzione o tutela previdenziale. Per tre delle sette strutture ricettive monitorate è scattato l’immediato provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, una misura drastica resasi necessaria proprio a causa dell'impiego di una percentuale di personale non registrato nettamente superiore alle soglie di tolleranza previste dalla legge.
Oltre al fenomeno del lavoro sommerso, i militari del NIL hanno riscontrato gravissime e diffuse carenze sul fronte della tutela della salute dei lavoratori. Le verifiche hanno infatti portato alla luce la sistematica violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni, con particolare riferimento alla mancata sottoposizione dei dipendenti alla sorvegliante sanitaria obbligatoria. Diversi operatori erano impiegati quotidianamente nelle proprie mansioni senza aver mai ottenuto il preventivo e necessario certificato di idoneità medica, esponendo se stessi e la clientela a potenziali e seri rischi.
La gravità delle condotte accertate ha spinto i Carabinieri a deferire in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria quattro imprenditori locali, ritenuti responsabili delle principali violazioni alle prescrizioni dettate dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Sotto il profilo economico, la task force dell'Arma ha contestato sanzioni pecuniarie per un ammontare complessivo di oltre ottantaduemila euro. Questa cifra include circa ventiseimila euro per ammende di natura penale, quasi quarantasette mila euro di sanzioni amministrative e ulteriori diecimila euro specificamente legati alle violazioni che hanno fatto scattare i sigilli e la sospensione temporanea delle licenze.