Bilancio, Boccalone accusa e Giovanna Razzano replica: è scontro sui numeri

OSL, parcheggi, PNRR e disavanzo: due letture diverse sui conti del Comune di Benevento

29 settembre 2026 20:31
Bilancio, Boccalone accusa e Giovanna Razzano replica: è scontro sui numeri -
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Il confronto politico sul bilancio del Comune di Benevento entra nel merito dei numeri. Da una parte Nicola Boccalone, presidente di Benevento Domani, che nel suo dossier sul decennio amministrativo parla di un futuro della città “ipotecato”. Dall’altra Giovanna Razzano, assessore al Bilancio del Comune di Benevento, che replica contestando soprattutto il metodo utilizzato per costruire quella valutazione.

Per Razzano, infatti, il problema è mettere insieme grandezze contabili differenti e trasformarle in un unico quadro di debito. «Quarantadue milioni dell’OSL non sono un tesoretto, trenta milioni di incassi dei parcheggi non sono utili e quarantuno milioni di opere PNRR non sono automaticamente debiti», è la sintesi della sua posizione.

OSL, la prima grande distanza

Boccalone pone al centro della sua analisi i 42,6 milioni di euro di saldo positivo della gestione liquidatoria non vincolata dell’OSL, ai quali aggiunge circa 6 milioni della gestione vincolata. Secondo la sua ricostruzione, la massa attiva avrebbe raggiunto circa 66,5 milioni, mentre la massa passiva ammissibile si sarebbe fermata a 23,9 milioni.

Razzano contesta però l'interpretazione di quel dato.

La differenza tra massa attiva e massa passiva, spiega l'assessore, non rappresenta un assegno immediatamente disponibile per il bilancio ordinario. Occorre verificare quanto è stato effettivamente riscosso, quanto è stato pagato e quali posizioni restano ancora da definire.

La distanza tra le due posizioni, dunque, riguarda soprattutto il significato da attribuire a quella cifra: Boccalone la considera un elemento finanziario da approfondire nel bilancio complessivo della città; Razzano invita invece a non trasformare una grandezza della gestione liquidatoria in liquidità automaticamente spendibile.

Il disavanzo: il dato con cui Razzano difende il risanamento

L'assessore porta quindi il confronto su un altro numero.

Nel 2016 il Comune presentava, secondo i dati citati nella replica, un disavanzo disponibile di 64,6 milioni di euro. Nel 2025 il dato sarebbe sceso a 157 mila euro, con una riduzione superiore al 99,7 per cento.

È questo uno dei principali argomenti utilizzati dall'amministrazione per rivendicare il percorso di risanamento.

Boccalone, invece, amplia il campo dell'analisi e pone l'accento non soltanto sul disavanzo, ma anche sulla pressione fiscale, sugli investimenti, sui servizi e sugli eventuali costi che potrebbero gravare sui bilanci futuri.

Il rendiconto 2025 risulta effettivamente tra gli atti ufficiali pubblicati dal Comune di Benevento ed è stato approvato dal Consiglio comunale con atto numero 10 del 30 aprile 2026.

Parcheggi: 30 milioni di ricavi, ma quanto resta?

Altro terreno di scontro sono i parcheggi.

Boccalone richiama 30 milioni di euro di ricavi stimati complessivamente nell'arco della concessione, cifra collegata all'affidamento del servizio.

Razzano replica che ricavi lordi e utili non sono la stessa cosa.

Una gestione in house, infatti, avrebbe comunque costi per personale, manutenzione, investimenti, attrezzature, riscossione e rischio operativo. Per stabilire se la gestione diretta sarebbe più conveniente della concessione, sostiene l'assessore, occorrerebbe quindi un piano economico-finanziario che metta a confronto tutti i costi e tutti i ricavi.

Il punto, ancora una volta, è dunque capire cosa rappresenti realmente il numero indicato.

Sannio Acque e mensa

Lo stesso ragionamento viene applicato da Razzano alla questione Sannio Acque.

Il valore dell'affidamento e la quota societaria, sostiene l'assessore, non consentono da soli di determinare quale sarà l'effettivo onere per il Comune. Servono l'analisi degli obblighi contrattuali, delle garanzie e della ripartizione dei rischi.

Sulla mensa scolastica Razzano rimanda invece a una discussione specifica, distinguendo tra tariffe, qualità ed efficienza del servizio e quello che potrebbe essere un eventuale squilibrio gestionale.

PNRR, il nodo dei 41 milioni

È probabilmente il punto politicamente più delicato.

Boccalone richiama 41 milioni di euro di opere PNRR, evidenziando i ritardi e le possibili conseguenze finanziarie per il Comune.

Razzano contesta però l'equazione: 41 milioni di opere non significano automaticamente 41 milioni di debiti né 41 milioni di finanziamenti persi.

Per arrivare a una quantificazione concreta delle eventuali conseguenze occorrerebbe verificare ogni singolo progetto: eventuali provvedimenti di definanziamento, importi non riconosciuti e coperture aggiuntive effettivamente necessarie.

La stessa assessore riconosce che i ritardi vanno affrontati e che i costi futuri delle nuove opere dovranno essere programmati. Ma, secondo la sua impostazione, non è corretto trasformare il valore complessivo degli investimenti in una generica “ipoteca” sul futuro della città.

Due letture, un'unica domanda

Il confronto tra Nicola Boccalone e Giovanna Razzano restituisce quindi due letture differenti della situazione finanziaria di Benevento.

Boccalone guarda soprattutto alla sostenibilità futura: tasse, servizi, investimenti, parcheggi, opere PNRR e possibili nuovi costi.

Razzano concentra invece la sua replica sulla distinzione tra le diverse grandezze contabili: un credito non è necessariamente cassa, un ricavo non è un utile, un investimento non è un debito e un rischio potenziale non è ancora un costo certo.

Le due prospettive possono essere messe a confronto senza necessariamente escludersi.

Il dato sul forte abbattimento del disavanzo costituisce un elemento della situazione finanziaria dell'ente. Al tempo stesso, la sostenibilità dei prossimi anni dipenderà anche dai costi effettivi di gestione delle nuove opere, dagli obblighi contrattuali, dall'andamento delle entrate e dall'esito dei progetti PNRR.

Ed è probabilmente proprio qui che si giocherà il prossimo capitolo del confronto politico: non sulla semplice somma dei milioni citati, ma sulla loro effettiva ricaduta sui bilanci comunali.

Perché, come sintetizza Razzano nella sua replica, «un titolo può anche essere suggestivo. Un bilancio, invece, deve tornare».

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