Benevento, scontro in Consiglio sull'inchiesta: Mastella difende Parente
Miceli chiede un passo indietro del presidente del Consiglio. Parente rivela: «Avevo offerto le dimissioni, la maggioranza le ha respinte».
La vicenda giudiziaria che sta coinvolgendo il Comune di Benevento approda in Consiglio comunale e diventa terreno di un duro confronto politico. Al centro della seduta, l'inchiesta su appalti, lavori pubblici, incarichi e concorsi, esplosa lo scorso 30 marzo con l'arresto in flagranza dell'allora dirigente comunale Gennaro Santamaria, accusato di aver ricevuto una tangente.
A sollevare il caso in aula è stato il consigliere Angelo Miceli, che ha messo in discussione l'opportunità della permanenza di Renato Parente alla presidenza del Consiglio comunale. Il suo nome, infatti, è comparso tra quelli degli indagati nell'ambito dell'inchiesta lo scorso settembre. Secondo Miceli, sarebbe stato opportuno un passo indietro per tutelare il ruolo istituzionale ricoperto.
Una posizione che ha provocato la reazione immediata del sindaco Clemente Mastella, sceso in campo in difesa di Parente. Il primo cittadino ha ribadito che la presenza di un avviso di garanzia non determina automaticamente la necessità di dimissioni, soprattutto in assenza di elementi giudiziari che giustifichino una simile decisione. «Non c'è nessun elemento sul piano giudiziario per arrivare alle dimissioni», ha dichiarato Mastella, criticando quello che ha definito un atteggiamento di «giustizialismo di parte».
Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato anche la propria esperienza giudiziaria, ricordando il lungo procedimento durato dieci anni e conclusosi, ha sottolineato, con il riconoscimento della sua innocenza.
Il confronto si è poi spostato sul Partito democratico. Mastella ha chiamato in causa Carmine Valentino, ex segretario provinciale del Pd, facendo riferimento alla sua candidatura al Consiglio provinciale nonostante la vicenda giudiziaria che successivamente lo ha portato a una condanna. Un passaggio utilizzato dal sindaco per contestare ai democratici un presunto atteggiamento incoerente e una diversa applicazione dei principi garantisti. «Basta puristi della verità», ha affermato.
Non solo l'inchiesta, dunque, ma anche le prospettive politiche in vista delle prossime elezioni amministrative. Mastella ha annunciato che intende candidarsi nuovamente al Consiglio comunale, lanciando allo stesso tempo un messaggio inequivocabile sulle future alleanze: «Con questo gruppo di Benevento Città non farò alleanza». Una dichiarazione che conferma la distanza dal gruppo e dal Pd cittadino, escludendo, almeno allo stato attuale, possibili convergenze elettorali.
A prendere la parola è stato anche il diretto interessato, Renato Parente, che ha ricostruito i passaggi della vicenda giudiziaria nella quale è coinvolto. Il presidente del Consiglio comunale ha fatto riferimento alle dichiarazioni attribuite all'ex dirigente Santamaria, che lo avrebbe chiamato in causa per un episodio specifico. Su questo punto, Parente sarà chiamato a fornire chiarimenti nei prossimi giorni.
Il suo atteggiamento, ha assicurato, sarà improntato alla massima collaborazione con gli inquirenti. Ha quindi confermato la propria fiducia nella magistratura e la disponibilità a mettere a disposizione ogni elemento utile a chiarire la sua posizione.
Parente ha inoltre rivelato di aver già manifestato ai rappresentanti della maggioranza la disponibilità a rassegnare le dimissioni dalla presidenza, non per una necessità legata a provvedimenti giudiziari, ma per una questione di opportunità politica. Una proposta che, tuttavia, è stata respinta dai componenti della maggioranza, che hanno scelto di confermargli la propria fiducia.
«Questa non è un'aula di tribunale, ma un'aula che valuta vicende politiche», ha precisato, difendendo la decisione di proseguire nel proprio incarico. Non è mancato, però, un riferimento all'amarezza per le critiche ricevute e per quello che considera un garantismo applicato in maniera selettiva: «Io sono garantista davvero, non sono garantista quando serve».
Parente ha infine espresso l'auspicio di poter portare a termine il mandato con serenità, rimandando alle sedi giudiziarie competenti ogni chiarimento sulla vicenda. Resta, intanto, il dato politico emerso dalla seduta: l'inchiesta giudiziaria continua a produrre effetti sugli equilibri di Palazzo Mosti, alimentando divisioni nella maggioranza e accentuando la distanza tra Mastella e il Partito democratico in vista della prossima tornata elettorale.