Benevento, Pd e Avs attaccano Mastella sulle nomine fiduciarie

Farese, Megna e De Longis chiedono chiarimenti sugli incarichi dirigenziali a tempo determinato: «Il sindaco risponda alla città. Servono trasparenza ed efficienza, non un’amministrazione perennemente in emergenza».

16 ottobre 2026 19:18
Benevento, Pd e Avs attaccano Mastella sulle nomine fiduciarie -
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Le nomine fiduciarie del sindaco Clemente Mastella finiscono nuovamente nel mirino dell’opposizione a Benevento. I consiglieri comunali del Pd e di Avs, Francesco Farese, Giovanna Megna e Raffaele De Longis, denunciano quello che definiscono un «quadro sconcertante» tra arresti, indagini e incarichi dirigenziali, chiedendo al primo cittadino di fare chiarezza sulle scelte compiute e sulla gestione degli uffici comunali.

Nel ricostruire la vicenda, i tre esponenti dell’opposizione richiamano innanzitutto il caso di Gennaro Santamaria, nominato dirigente e responsabile del Gabinetto del sindaco e arrestato in flagranza con l’accusa di concussione. Tra gli incarichi fiduciari citati figurano anche quello dell’ex segretario generale, destinatario di un’interdizione dai pubblici uffici nell’ambito di un’inchiesta su presunti episodi di corruzione, e quello di Antonella Moretti, già dirigente del settore Urbanistica e indagata nella stessa vicenda che coinvolge Santamaria.

«Di fronte a questo scenario, Mastella deve chiarire una volta per tutte la gestione e la legittimità degli incarichi dirigenziali a tempo determinato», sostengono i consiglieri, ricordando le contestazioni già sollevate in passato sulla nomina di Santamaria a coordinatore dell’Ambito sociale. «Trattandosi di ruoli pagati con soldi pubblici e sotto la sua esclusiva responsabilità politica, il sindaco risponda alla città».

Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto le procedure di verifica dei requisiti e dei curricula dei dirigenti. Farese, Megna e De Longis chiedono perché, prima dell’assunzione della dirigente nel dicembre 2023, non sarebbero state effettuate verifiche sulle autocertificazioni e sui titoli dichiarati. E perché, stando a quanto riferiscono, i controlli su titoli ed esperienze professionali sarebbero iniziati soltanto a maggio, dopo oltre due anni.

L’opposizione domanda inoltre se l’amministrazione abbia verificato puntualmente gli incarichi presso enti pubblici indicati nelle autocertificazioni e come intenda procedere alla luce di riscontri documentali che, secondo i consiglieri, indicherebbero la mancata conferma di alcuni incarichi dichiarati nel curriculum.

Un altro punto riguarda il trasferimento della dirigente dall’Urbanistica a un settore amministrativo. «Perché un dirigente scelto, con procedura ex articolo 110, per competenze tecniche specialistiche, come l’Urbanistica, viene trasferito a un settore amministrativo?», chiedono i rappresentanti del Pd e di Avs, preannunciando, in assenza di risposte, la presentazione di un’interrogazione in Consiglio comunale.

Nel mirino finisce anche la rotazione straordinaria adottata dall’amministrazione, ritenuta dai consiglieri una soluzione inefficace rispetto alla sospensione da loro richiesta e prevista, a loro avviso, dal Piano anticorruzione. Secondo la ricostruzione dell’opposizione, la redistribuzione delle competenze avrebbe prodotto una frammentazione delle attività degli uffici, con funzioni delegate a diversi funzionari mentre i costi per il Comune resterebbero invariati.

«Invece di rincorrere le emergenze giudiziarie a colpi di decreti, serve una svolta», concludono Farese, Megna e De Longis. «Benevento ha diritto a un’amministrazione trasparente, efficiente e con la schiena dritta, non a un perenne cantiere usato per coprire le crepe di un sistema al capolinea».

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