Benevento. Mensa Scolastica: bambini costretti a pranzare in auto
Nel mirino l’organizzazione del servizio di refezione alla scuola primaria Sant’Angelo a Sasso. Il comitato si schiera al fianco delle famiglie e chiede un intervento urgente del Prefetto Raffaela Moscarella.
Tre bambini seduti nel bagagliaio di un’automobile, davanti alla scuola, mentre consumano il pranzo preparato a casa. È l’immagine che, secondo Benevento Partecipa, rappresenta in maniera emblematica le difficoltà legate al servizio di mensa scolastica in città.
L’episodio riguarda alcuni alunni della scuola primaria Sant’Angelo a Sasso e riaccende le polemiche sui disagi denunciati dalle famiglie, alle prese con un servizio che, secondo il comitato, non sarebbe ancora in grado di garantire risposte adeguate a tutti gli studenti interessati.
Una situazione che costringe alcuni genitori a riorganizzare la propria giornata lavorativa per andare a prendere i figli, farli pranzare e riaccompagnarli a scuola, consentendo loro di proseguire le lezioni. Un disagio che, per Benevento Partecipa, non può essere considerato accettabile in una città capoluogo di provincia.
«Fallimento nella programmazione e nell’organizzazione»
Il comitato punta il dito contro l’Amministrazione comunale, accusandola di non aver programmato e organizzato adeguatamente la refezione scolastica, nonostante le criticità fossero state segnalate per tempo dalle famiglie.
«Tutte le istituzioni coinvolte dovrebbero vergognarsi di questa situazione», è la dura presa di posizione contenuta nella nota, che contesta il ricorso a soluzioni emergenziali mentre numerosi bambini continuerebbero a subire le conseguenze delle difficoltà organizzative.
Per Benevento Partecipa, le responsabilità non possono essere attribuite esclusivamente al Comune. Nel documento vengono chiamati in causa anche i dirigenti scolastici, in relazione alle segnalazioni delle famiglie sulla possibilità di consentire ai bambini di consumare a scuola il pasto preparato a casa, almeno fino alla completa normalizzazione del servizio.
Il comitato ritiene che un atteggiamento di chiusura su questa possibilità rischi di aggravare ulteriormente i disagi, chiedendo alle istituzioni coinvolte di superare le contrapposizioni e individuare soluzioni condivise.
La questione dei pasti speciali
Tra gli aspetti evidenziati nella denuncia figurano anche le segnalazioni relative ad alcuni bambini che necessitano di pasti speciali e che, secondo quanto riferito, non avrebbero potuto usufruire della refezione.
Una circostanza che, se confermata, richiede chiarimenti tempestivi e risposte adeguate alle esigenze degli alunni interessati. La garanzia di un servizio accessibile e compatibile con le necessità alimentari dei bambini rappresenta infatti un tema particolarmente delicato, sul quale il comitato sollecita l’attenzione delle istituzioni.
«Benevento Partecipa è al fianco delle famiglie»
La presa di posizione nasce anche dalle sollecitazioni ricevute da alcuni componenti del comitato, che ha deciso di intervenire a sostegno dei genitori impegnati da settimane a chiedere risposte.
«Una mobilitazione che nasce dai genitori, ai quali va riconosciuto il merito di aver denunciato per tempo le criticità e di continuare a rivendicare un servizio essenziale», sottolinea il documento.
Benevento Partecipa dichiara quindi la propria disponibilità ad affiancare le famiglie nelle iniziative che riterranno opportuno intraprendere, comprese eventuali azioni legali finalizzate alla tutela dei diritti dei genitori e dei loro figli.
Appello al Prefetto per una soluzione immediata
Il comitato rivolge infine un appello alle istituzioni coinvolte e, in particolare, al prefetto di Benevento, Raffaela Moscarella, affinché venga favorito un confronto urgente tra le parti e si arrivi a una soluzione concreta.
La richiesta è quella di superare rapidamente l’attuale fase di difficoltà, garantendo alle famiglie indicazioni chiare e condizioni compatibili con la frequenza scolastica e le esigenze dei bambini.
La conclusione della nota è affidata a una frase che sintetizza la durezza della protesta: «Perché nel 2026, a Benevento, la mensa nel bagagliaio di un’automobile è una vergogna».
Una denuncia che riporta al centro del dibattito il diritto degli alunni a vivere la giornata scolastica in condizioni adeguate e la necessità che le istituzioni forniscano risposte tempestive a un problema che coinvolge direttamente bambini e famiglie.