Benevento: il 9 marzo è sciopero e corteo transfemminista

Contro la cultura dello stupro e la violenza strutturale, Officina Transfemminista chiama la provincia alla mobilitazione e alla lotta.

A cura di Redazione
05 marzo 2026 16:39
Benevento: il 9 marzo è sciopero e corteo transfemminista -
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Il 9 marzo 2026 Benevento non festeggia, ma insorge. In risposta all’appello nazionale di Non Una Di Meno, la città si prepara a una giornata di sciopero generale dal lavoro produttivo e riproduttivo e a un corteo che attraverserà le strade del centro. Al centro della protesta: la denuncia della violenza patriarcale, l'opposizione all'economia di guerra e la rivendicazione dell'autodeterminazione dei corpi.

Oltre l'emergenza: un fenomeno strutturale

La mobilitazione, nata dal percorso orizzontale di Officina Transfemminista, contesta la narrazione della violenza di genere come "emergenza" momentanea. I dati dell'Osservatorio NUDM parlano chiaro: solo nei primi 40 giorni del 2026 si sono già registrati 7 femminicidi, dopo un 2025 segnato da 84 vittime e numerosi suicidi indotti che hanno colpito donne e persone trans e non binarie. La Campania, purtroppo, incide per quasi il 15% su questi tragici eventi.

La critica alle politiche del Governo

Il movimento punta il dito contro le recenti misure istituzionali, definite securitarie e repressive anziché preventive:

  • DDL Bongiorno: Criticato per l'eliminazione del concetto di consenso a favore di quello di dissenso, rischiando una vittimizzazione secondaria.

  • Percorsi Sanitari: Denunciata la profilazione delle persone trans minorenni sotto il pretesto del controllo farmacologico.

  • Risposte Penali: L'inasprimento delle pene è visto come uno strumento che non previene la violenza, ma serve a legittimare il controllo sociale e la criminalizzazione dei movimenti dal basso.

"Vogliamo misure sociali e culturali di prevenzione, non nuove modalità di repressione e profilazione razziale."

Riaprirsi allo spazio pubblico

Il corteo del 9 marzo rappresenta per Benevento un atto di riappropriazione dello spazio pubblico, specialmente in un contesto di provincia. L'obiettivo è trasformare la frustrazione individuale in azione collettiva, unendo scuole, associazioni e realtà di diverse province in un'unica rete di mutuo aiuto e sicurezza sociale.

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