Basta sabotaggi ad Alto Calore:acqua resti in mani pubbliche

Il PRC lancia l’allarme: "Basta sabotaggi ad Alto Calore". Bonito ai Sindaci: Affidamento in house trentennale per blindare l'acqua pubblica

A cura di Redazione
10 marzo 2026 12:40
Basta sabotaggi ad Alto Calore:acqua resti in mani pubbliche -
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Non si placa la tempesta politica attorno alla gestione del servizio idrico in Irpinia. Dopo le recenti notizie sui ritardi di Alto Calore Servizi nel risanamento del debito e nell'attuazione degli interventi contro l'emergenza idrica, interviene con durezza Arturo Bonito, Segretario Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.

Secondo Bonito, il tempismo degli attacchi sulla stampa non è casuale: l'allarme mediatico scatterebbe proprio in concomitanza con il "cambio di rotta" della Regione Campania, che ha recentemente ritirato la gara per l'affidamento della Grande Adduzione a una società mista.

Un "sabotaggio" per favorire i privati?

Per la Federazione Irpina di Rifondazione, quella in corso è una vera e propria strategia di logoramento. "Siamo di fronte all'ennesima campagna per sabotare la stabilità di Alto Calore", dichiara Bonito, "alimentando un clima di sfiducia che giova solo a chi vorrebbe privatizzare il servizio o svendere il nostro patrimonio idrico".

L'analisi del Segretario è chiara: le criticità di Alto Calore vengono usate come grimaldello per giustificare l'ingresso dei soggetti privati, nonostante l'acqua sia stata definita "bene comune" dalla volontà popolare.

La proposta: Affidamento trentennale "In House"

La ricetta proposta da Rifondazione per uscire dall'angolo non ammette mezze misure. Sfruttando la finestra politica aperta dalla sospensione della gara regionale, Bonito lancia un monito ai Sindaci del territorio:

  1. Affidamento Trentennale: Attraverso il Distretto Irpino, i primi cittadini devono pretendere dall'Ente Idrico Campano un affidamento diretto (in house) di 30 anni.

  2. Approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF): Rendere operativo da subito il piano previsto dal Piano d'Ambito 2023.

"Solo un affidamento lungo può garantire le risorse e la programmazione per risolvere le criticità strutturali", spiega Bonito. "Un Piano trentennale permetterebbe la certezza dei costi e dei finanziamenti necessari per sostituire una rete idrica obsoleta, vero dramma che causa sprechi e disagi ai cittadini".

L'appello agli Amministratori locali

L'articolo si conclude con una chiamata alla responsabilità per gli amministratori locali, invitati a non cadere nella "trappola" delle privatizzazioni. La battaglia per l'acqua pubblica si sposta ora sul tavolo del Distretto Irpino, dove i Sindaci saranno chiamati a decidere se seguire la strada tracciata da Rifondazione o prestare il fianco a nuovi modelli di gestione mista.

"L’acqua deve rimanere pubblica. Abbiamo gli strumenti per farlo: usiamoli prima che sia troppo tardi", conclude il Segretario.

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