Banda dei bancomat: 5 arresti tra l'Irpinia e la Puglia

Presi 5 giovani pugliesi per i colpi ai bancomat con esplosivo a Gesualdo e Lacedonia. Uno è in fuga: determinanti i video e i dati GPS.

20 marzo 2026 08:33
Banda dei bancomat: 5 arresti tra l'Irpinia e la Puglia -
Condividi

Fine della corsa per la banda specializzata nei colpi ai bancomat che, tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025, ha seminato il panico tra le province di Avellino, Abruzzo e Molise. Nelle prime ore di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale locale su richiesta della Procura, nei confronti di cinque giovani di origini pugliesi.

L'operazione e le accuse

Gli indagati, di età compresa tra i 21 e i 29 anni (alcuni dei quali già noti alle forze dell'ordine), sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di:

  • Furto aggravato in concorso;

  • Danneggiamento;

  • Detenzione e trasporto di materiale esplosivo.

Il provvedimento ha disposto per tutti la misura degli arresti domiciliari, in attesa degli interrogatori di garanzia. Tuttavia, al momento, uno dei destinatari della misura risulta irreperibile ed è attivamente ricercato su tutto il territorio nazionale.

La tecnica della "marmotta"

Le indagini sono scattate in risposta a una preoccupante escalation di attacchi ai circuiti bancari e postali effettuati con la cosiddetta tecnica della "marmotta": un rudimentale ma potentissimo congegno esplosivo ad alta potenzialità che viene inserito nelle fessure degli ATM per far saltare la cassaforte dall'interno.

Nello specifico, alla banda vengono contestati due colpi significativi avvenuti in provincia di Avellino:

  1. Settembre 2024: Assalto all'ATM della BPER di Gesualdo.

  2. Dicembre 2024: Assalto all'ATM della BPM di Lacedonia.

Le indagini

Il successo dell'operazione è frutto di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Avellino. I militari dell'Arma hanno incrociato diversi dati tecnologici e scientifici:

  • Analisi capillare dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati;

  • Monitoraggio dei flussi telefonici e telematici;

  • Tracciamento GPS dei veicoli sospetti;

  • Comparazioni antropometriche per identificare i volti e le movenze dei soggetti ripresi dalle telecamere.

Gli inquirenti sospettano che il gruppo possa essere coinvolto in simili episodi criminali avvenuti anche nelle regioni limitrofe, in particolare in Abruzzo e Molise, dove la tecnica utilizzata e i tempi di esecuzione combacerebbero con il modus operandi della banda pugliese.

Segui Informazione Sei