"Bambini cardiopatici del Monaldi abbandonati": l'urlo dei genitori arriva al Ministero

Il legale delle famiglie denuncia il silenzio della Regione e il vuoto assistenziale al Monaldi: "Piccoli pazienti in pericolo, Schillaci intervenga".

08 maggio 2026 12:44
"Bambini cardiopatici del Monaldi abbandonati": l'urlo dei genitori arriva al Ministero -
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L'avvocato Sergio Pisani ha inviato oggi un appello disperato al Ministro della Salute Orazio Schillaci per salvare la cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Monaldi di Napoli. Il legale, portavoce di centinaia di famiglie distrutte dall'angoscia e provenienti da tutto il Sud Italia, invoca un intervento concreto per porre fine a un silenzio istituzionale che dura ormai da troppo tempo. Al centro della richiesta c’è la necessità di rimettere il diritto alla vita dei bambini sopra ogni logica burocratica o giudiziaria, garantendo la sicurezza di un reparto che oggi appare tragicamente indebolito.

Il Governatore della Campania è finito nel mirino della protesta per non aver mai risposto alle richieste di incontro urgente avanzate dai genitori dei piccoli pazienti. Questo vuoto comunicativo viene percepito come una ferale mortificazione per chi affronta ogni giorno la paura del domani tra sale operatorie e reparti di terapia intensiva. Secondo l'avvocato Pisani, la mancanza di ascolto aggrava le sofferenze di famiglie che chiedono solo certezze per la sopravvivenza dei propri figli, attualmente ostaggio di un clamore mediatico che sta paralizzando le decisioni necessarie.

La denuncia si fa ancora più grave riguardo alla gestione operativa del reparto, dove si starebbe verificando un vuoto assistenziale pericolosissimo durante i fine settimana. La mancanza dei medici provenienti dal Bambino Gesù di Roma priverebbe la struttura dei presidi essenziali proprio nei momenti di maggiore urgenza, esponendo i bambini a rischi inaccettabili. Per questo motivo, si chiede al Ministero di avviare verifiche immediate sulla reale tenuta del servizio sanitario, affinché non si debba piangere una tragedia annunciata causata da una gestione del personale che appare oggi del tutto insufficiente.

Infine, il legale punta il dito contro la decisione del Monaldi di sospendere il dottor Oppido, unico punto di riferimento per centinaia di piccoli cardiopatici nel Mezzogiorno. Tale provvedimento, preso in assenza di condanne o misure cautelari, avrebbe privato l'ospedale di una risorsa fondamentale senza una motivazione concreta che ne giustificasse l'urgenza. La scelta di allontanare quello che per anni è stato il chirurgo della speranza viene definita incomprensibile e punitiva non verso il medico, ma verso i piccoli pazienti che oggi si ritrovano senza la loro guida sanitaria principale.

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