Avv. Vittorio Fucci: “Serve una riforma radicale a tutela delle forze dell’ordine.”

Il legale del poliziotto penitenziario indagato sollecita la riforma a tutela degli agenti e l'uso del registro modello 45 bis.

17 agosto 2026 18:44
Avv. Vittorio Fucci: “Serve una riforma radicale a tutela delle forze dell’ordine.” -
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L'episodio di cronaca avvenuto al Pronto Soccorso dell'ospedale di Prato ha riacceso con forza il dibattito sulle garanzie legali riservate al personale in divisa durante il servizio. Nel mirino delle indagini c'è un poliziotto penitenziario di origine sannita, attualmente iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di tentato omicidio. La vicenda ha subito scatenato reazioni nel mondo giudiziario e politico, ponendo l'accento sulla necessità di bilanciare i doveri investigativi della magistratura con la specificità degli interventi di pubblica sicurezza. Nelle prossime ore l'agente sarà sentito dagli inquirenti alla presenza della sua difesa, composta dagli Avvocati Vittorio Luigi Fucci e Giuseppe Vittorio Fucci, per chiarire la dinamica dei fatti.

La linea difensiva si concentra sulla legittimità dell'operato dell'agente e sull'esigenza di applicare le più recenti innovazioni legislative in materia. “Ho fiducia nell’operato della magistratura, tuttavia spero, intanto, che in presenza di una evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario sannita, mio assistito, venga applicato il nuovo Decreto Sicurezza (legge n. 54 del 24 aprile 2026) che ha modificato l’art 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma 1 bis 1 con cui si prevede l’annotazione preliminare nel modello 45 bis, registro che evita l'iscrizione automatica dell'agente nel registro degli indagati quando l'atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie”, ha dichiarato ufficialmente l'Avvocato Vittorio Luigi Fucci.

Il caso riapre così una discussione più ampia sul trattamento giudiziario riservato agli operatori di polizia che si trovano ad agire in contesti ad alto rischio. La difesa sottolinea come l'iscrizione formale tra gli indagati possa rappresentare un nocumento sproporzionato di fronte ad azioni dettate dallo svolgimento del proprio dovere. “In ogni caso credo che occorra una riforma radicale che tuteli maggiormente le forze dell’ordine che operano in presenza di evidenti cause di giustificazione”, ha concluso il legale, auspicando un cambio di passo legislativo per garantire una maggiore protezione legale a chi garantisce la sicurezza pubblica.

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