Avellino, truffe social e WhatsApp: la Polizia denuncia in 4
Sventato il raggiro del "finto figlio" e scoperta una maxi frode su TikTok: i proventi venivano riciclati all'estero in criptovalute.
Non si ferma l’offensiva della Polizia di Stato contro il crimine informatico e le truffe che colpiscono i cittadini più vulnerabili. Nelle ultime ore, gli agenti della Squadra Mobile e della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica hanno denunciato quattro persone, ritenute responsabili di truffa aggravata e tentata truffa.
L’inganno del "Finto Figlio" su WhatsApp
Il primo episodio ha visto protagonista la Squadra Mobile, che ha sventato un tentativo di truffa ai danni di un uomo di 65 anni. La tecnica utilizzata è ormai un "classico" del cybercrimine: i malintenzionati, dopo aver hackerato un profilo WhatsApp, hanno inviato messaggi alla vittima fingendosi il figlio.
Sfruttando il legame affettivo e simulando un’improvvisa emergenza economica, hanno tentato di indurre l’uomo a un rapido versamento di denaro. Tuttavia, l'attività investigativa ha permesso di risalire alla reale identità dei tre soggetti coinvolti, che sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Avellino.
Dal "Pet Shop" su TikTok al riciclaggio in Criptovalute
Ancora più complessa l'operazione condotta dagli esperti della Sicurezza Cibernetica, che hanno individuato una cinquantenne di Torino specializzata in truffe tramite social network.
Il raggiro: La donna pubblicizzava su TikTok la vendita di lettini per animali a prezzi vantaggiosi.
La trappola: Una vittima, convinta dell'offerta, ha pagato tramite bonifico istantaneo (non revocabile), senza mai ricevere la merce.
Il sistema: Gli investigatori, seguendo il flusso del denaro, hanno scoperto che sulla carta prepagata della donna erano transitati circa 60.000 euro, frutto di numerosi piccoli versamenti.
Per nascondere le tracce del denaro, la truffatrice convertiva i proventi illeciti in criptovalute su piattaforme estere, tentando di rendere il bottino non rintracciabile.
I consigli della Polizia
Le autorità ricordano l'importanza di mantenere alta la guardia, specialmente online:
Verificare sempre l'identità: Se un parente chiede soldi su WhatsApp da un numero sconosciuto o con richieste insolite, cercate di contattarlo telefonicamente su canali sicuri.
Attenzione ai pagamenti: Diffidate di venditori sui social che richiedono metodi di pagamento non tutelati o istantanei.
Segnalare subito: In caso di sospetti, rivolgersi tempestivamente alle Forze dell'Ordine.