Avellino, siglato il Protocollo Zeus: Questura e Consorzio A5 insieme contro la violenza
Questura e Consorzio A5 firmano il protocollo contro la recidiva: percorsi di riabilitazione per gli ammoniti per stalking e violenza.
Un nuovo, fondamentale passo avanti nella lotta alla violenza di genere e allo stalking in Irpinia. Nella giornata odierna, il Questore di Avellino, Pasquale Picone, e il Rappresentante legale del Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5, Vito Pelosi, hanno ufficialmente sottoscritto un Protocollo d’intesa volto a prevenire la recidiva e a scardinare il ciclo della violenza alla radice.
L'accordo si inserisce nella cornice del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne e mira a colpire il fenomeno agendo direttamente sul soggetto maltrattante.
Focus sulla prevenzione e riabilitazione
Il cuore dell'intesa risiede nell'implementazione di percorsi strutturati di responsabilizzazione. L'obiettivo è duplice:
Fermare la violenza: Intervenire tempestivamente per interrompere le condotte aggressive.
Ridurre la recidiva: Evitare che soggetti già ammoniti tornino a colpire.
Come funziona il protocollo?
Al momento dell'emissione di un Ammonimento del Questore — sia per atti persecutori (stalking) che per violenza domestica — la Questura informerà formalmente i destinatari del provvedimento circa i servizi di supporto presenti sul territorio.
Nello specifico, i soggetti verranno indirizzati al Centro per uomini autori di violenza (C.U.A.V.), gestito dal Consorzio A5 di Atripalda. Qui, potranno intraprendere un percorso rieducativo e riabilitativo guidato da professionisti, volto a maturare la consapevolezza del disvalore sociale delle proprie azioni e a imparare modalità non violente di gestione delle relazioni.
Un impegno condiviso
Questa collaborazione tra Forze dell'Ordine e Servizi Sociali sottolinea come la sicurezza delle vittime passi necessariamente anche attraverso il "recupero" monitorato dell'autore delle violenze. Solo agendo sulla cultura e sulla psicologia del maltrattante è possibile garantire una tutela a lungo termine per le donne e per le famiglie del territorio.