Avellino, il PD al bivio: dopo il crac di Salerno, lunedì la resa dei conti in via Tagliamento
Fallito il tentativo di mediazione regionale, il partito si gioca tutto nella direzione provinciale. Alaia blinda i candidati: "Chi perde resta in lista per garantire l'unità".
Fallito il "filtro" di Salerno, la crisi del Partito Democratico irpino torna ufficialmente tra le mura domestiche di via Tagliamento. Dopo la fumata nera del vertice regionale con Piero De Luca – che ha certificato l’incapacità delle correnti di trovare un’intesa fuori dai confini provinciali – il tempo delle tattiche è scaduto.
L’appuntamento è fissato per lunedì 14 aprile alle ore 18:00. Sarà quella la sede della direzione provinciale, convocata d'urgenza per sciogliere un nodo che il vertice salernitano ha solo contribuito a stringere ulteriormente.
Un fallimento che pesa
Il silenzio con cui la delegazione irpina e il segretario regionale De Luca hanno lasciato Salerno è il segno di uno stallo profondo. Senza una "benedizione" esterna o un accordo preventivo tra i capicorrente, i tre nomi in corsa — Nicola Giordano, Enza Ambrosone e Francesco Todisco — restano tutti in campo, pronti allo scontro frontale.
Il piano di Alaia: evitare il "tutti contro tutti"
Il segretario provinciale Marco Alaia si trova ora a gestire una polveriera. La strategia per le prossime ore è chiara: tentare una sintesi diplomatica dell'ultimo secondo per evitare che la direzione di lunedì degeneri in una conta interna "sanguinosa".
Tuttavia, Alaia ha già preparato il terreno per lo scenario peggiore. Se non si arriverà a un nome condiviso prima delle 18:00, si passerà al voto. Ma a condizioni durissime:
Vincolo di lealtà: Chi uscirà sconfitto dal voto in aula non potrà ritirarsi a vita privata o sabotare la coalizione.
Candidatura obbligatoria: I contendenti battuti dovranno metterci la faccia, candidandosi personalmente nella lista del PD a sostegno del vincitore.
“Lavoreremo per fare in modo che la migliore sintesi possa approdare in direzione già lunedì”, ha ribadito Alaia, consapevole che l'unità del partito è l'unica garanzia per non presentarsi già sconfitti alla sfida per Palazzo di Città.
Ore decisive per Palazzo di Città
Il fallimento di Salerno ha ridotto drasticamente i margini di manovra. Avellino osserva con scetticismo le convulsioni di un partito che fatica a trovare la quadra sul leader. Lunedì sera sapremo se il Partito Democratico riuscirà a trasformare questa crisi in una prova di maturità o se i solchi tracciati dalle correnti diventeranno una frattura insanabile proprio alla vigilia del voto.