Avellino 2026: Campo Largo, prove di leadership e porte sbattute

Tra veti incrociati e il "fantasma" di candidature bruciate, il centrosinistra cerca un’identità. Il segretario Alaia: «Tocca a noi fare il nome».

28 marzo 2026 19:46
Avellino 2026: Campo Largo, prove di leadership e porte sbattute -
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Il nome di Walter Giordano aleggia tra le mura di via Tagliamento come un convitato di pietra. L’imprenditore non è un candidato ufficiale, nessuno lo ha proposto formalmente, eppure se ne parla sottovoce, quasi per esorcizzarlo. È il simbolo di una fase politica dove i nomi pesano più dei programmi, nonostante le dichiarazioni di facciata dicano il contrario. Il cosiddetto "campo largo", in questo momento, appare soprattutto un cantiere aperto e pieno di detriti. Il Partito Democratico, però, ha deciso di rompere gli indugi e reclamare il volante della coalizione.

La linea di via Tagliamento: «Il Pd deve guidare»

Il segretario provinciale Marco Santo Alaia è stato perentorio: spetta al Pd indicare la leadership. Non è un’imposizione, sostiene, ma il frutto di una sintesi necessaria. «La costruzione della coalizione deve partire da un programma condiviso e da una leadership autorevole», spiega Alaia, sottolineando che gli alleati avrebbero già dato un via libera di massima alla "prelazione" dem sulla poltrona di candidato sindaco.

L’identikit è quello di una figura capace di dialogare con tutti: partiti, civismo e mondo progressista. Un profilo che eviti accordi sottobanco e che non nasca già "bruciato". Tuttavia, il percorso è tutt’altro che in discesa.

Lo strappo di Sinistra Italiana e i dubbi del M5S

Mentre il Pd prova a dettare i tempi, gli alleati frenano. Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana hanno subito messo le mani avanti, riservandosi il diritto di presentare nomi alternativi o di virare su figure civiche.

Ma è stata Sinistra Italiana a produrre la prima vera crepa nel muro della coalizione: in dissenso con il metodo scelto per individuare il candidato apicale, il partito ha deciso di abbandonare il tavolo. Un’uscita di scena che Alaia ha registrato con freddezza, ribadendo la linea del Nazareno locale: «Incrollabile indisponibilità a subire veti».

Nicola Giordano contro i "Killer Politici"

A difesa della linea del partito è intervenuto anche il consigliere Nicola Giordano, che ha cercato di riportare l'attenzione sull'esperienza maturata tra i banchi dell'opposizione. Per Giordano, il candidato deve nascere da chi ha rappresentato il centrosinistra "in carne e ossa" nei momenti più difficili della vita cittadina.

Il consigliere non ha risparmiato stoccate velenose, evocando lo spettro dei "killer politici":

«Figure che, su mandato altrui, svolgono un ruolo marginale e strumentale. Il "killer" fa il lavoro sporco; a noi servono protagonisti consapevoli e coraggiosi, non esecutori.»

Una città da ricostruire

Sullo sfondo resta una città che Giordano definisce "parte lesa", ferita da vicende giudiziarie e amministrativa che impongono una responsabilità collettiva. Se il coinvolgimento delle associazioni resta per ora in secondo piano («avverrà dopo», dicono dal Pd), l'urgenza è quella di un riscatto politico.

Il cantiere resta aperto, ma con un'impalcatura che traballa. Il Pd promette una proposta solida a breve, ma con Sinistra Italiana fuori dai giochi e i Cinque Stelle alla finestra, il "campo largo" rischia di diventare un recinto sempre più stretto.

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