Assolto Imprenditore: non versò 50mila euro di contributi previdenziali
Il Tribunale accoglie le tesi della difesa ed elimina le accuse di omessa previdenza per un quarantanovenne di Santa Maria a Vico.
Il Tribunale penale di Isernia ha assolto D. P., un imprenditore di 49 anni originario di Santa Maria a Vico, dall'accusa di omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali. La sentenza emessa oggi dal giudice molisano ha chiuso un delicato processo che vedeva l'uomo imputato per una presunta evasione contributiva di circa 50mila euro ai danni dei propri lavoratori. L'Inps di Isernia si era costituita nel procedimento come parte offesa, pretendendo il recupero delle somme non versate, ma la decisione del giudice ha scagionato completamente il legale rappresentante della società.
La decisione del giudice è arrivata al termine di una camera di consiglio che ha premiato la linea difensiva strutturata dal collegio legale dell'imputato. Gli avvocati Vittorio Fucci e Daniela Martino sono riusciti a dimostrare l'infondatezza delle accuse, smontando l'impianto accusatorio pezzo dopo pezzo e convincendo il Tribunale a pronunciare una formula ampiamente liberatoria. Grazie alla ricostruzione documentale presentata dai due legali, la posizione dell'imprenditore casertano è stata completamente riabilitata rispetto alle contestazioni iniziali.
Secondo l'iniziale ricostruzione della Procura, l'imprenditore avrebbe agito in concorso con un'altra persona nell'arco di un biennio, trattenendo le quote destinate agli enti previdenziali dalle buste paga dei dipendenti senza poi inoltrarle allo Stato. L'accusa si era concentrata sulla gestione finanziaria dell'azienda, ipotizzando una precisa volontà di sottrarre risorse economiche destinate alla futura copertura pensionistica e assistenziale della forza lavoro in organico.
I legali Fucci e Martino hanno basato la propria strategia sulla dimostrazione della sussistenza di cause di forza maggiore o di elementi tecnici idonei a escludere la responsabilità penale del loro assistito. La sentenza del Tribunale di Isernia mette così la parola fine a una vicenda giudiziaria complessa, restituendo serenità all'imprenditore della Valle di Suessola e confermando la legittimità del suo operato aziendale di fronte alle pretese risarcitorie avanzate dall'istituto previdenziale.