Assegno di cura ai minori con disabilità gravissima, in Campania discriminazione inaccettabile

Una "scelta di civiltà" che non può più attendere. È un grido d'allarme sferzante quello lanciato da Angela Marcarelli, Coordinatrice della Rete Consumatori Cittadinanzattiva Campania e referente del...

16 febbraio 2026 09:45
Assegno di cura ai minori con disabilità gravissima, in Campania discriminazione inaccettabile -
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Una "scelta di civiltà" che non può più attendere. È un grido d'allarme sferzante quello lanciato da Angela Marcarelli, Coordinatrice della Rete Consumatori Cittadinanzattiva Campania e referente del Tribunale per i Diritti del Malato, riguardo alla gestione degli assegni di cura per i soggetti con disabilità gravissima nel territorio dell’Alta Irpinia. Al centro della bufera, il meccanismo di assegnazione dei fondi che, secondo l’associazione, starebbe penalizzando sistematicamente i pazienti più piccoli.

Il nodo del contendere: la "trappola" dell'ISEE

La denuncia nasce da un’analisi dei numeri del Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia di Lioni. Su 14 minori riconosciuti in condizioni di disabilità gravissima, solo 4 hanno ottenuto il beneficio economico; una proporzione ben diversa da quella degli adulti, dove i beneficiari sono stati 27 su 62.

Secondo Marcarelli, la causa è un vizio di forma nei criteri di valutazione: «Utilizzare un’unica graduatoria basata sull’ISEE più basso, senza distinguere tra il parametro socio-sanitario ristretto (accessibile solo agli adulti) e quello ordinario del nucleo familiare (obbligatorio per i minori), è una discriminazione plastica. L'adulto viene valutato sui propri soli redditi, il minore su quelli dell'intera famiglia. Non è una comparazione omogenea: a parità di gravità clinica, i bambini restano fuori». Dopo il silenzio del Consorzio alle richieste di rettifica inviate via PEC tra ottobre e novembre 2025, la battaglia si è spostata nelle aule di giustizia. Sebbene i primi ricorsi al TAR di Salerno non avessero sortito l'effetto sperato, il Consiglio di Stato ha ribaltato la situazione. Con ordinanze pubblicate il 23 gennaio 2026, i giudici di Palazzo Spada hanno accolto gli appelli cautelari, riconoscendo l’urgenza e la gravità delle condizioni delle minori coinvolte. Un segnale forte che conferma come il diritto all'assistenza debba prevalere sui rigidi (e talvolta distorti) automatismi burocratici. La vicenda ora interroga direttamente i vertici di Palazzo Santa Lucia. Marcarelli ha rivolto un appello urgente al neo Presidente della Giunta Regionale, Roberto Fico, e all’Assessore alle Politiche Sociali, Andrea Morniroli. La documentazione è stata inviata anche all’Autorità Garante Nazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità e al Prefetto. Per Cittadinanzattiva non è solo una questione di cifre, ma di dignità umana per famiglie impegnate in assistenze h24, spesso costrette a lunghi viaggi della speranza fuori regione. «Le Istituzioni non si girino dall’altra parte», conclude Marcarelli. «Qui è in gioco il diritto fondamentale di bambini in tenerissima età. Eliminare questa disparità non è solo un atto amministrativo: è una scelta di civiltà».

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