Armi in casa a Mirabella Eclano: il Gip scarcerato il presunto responsabile
Pistola con matricola abrasa e proiettili nell'abitazione: accolte le tesi difensive dell'avvocato Antonio Leone.
I Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano hanno arrestato nella giornata di ieri Martino G. in seguito al ritrovamento di una pistola clandestina calibro 7.65 con matricola abrasa e ventiquattro cartucce all'interno della sua abitazione. Il Pubblico Ministero, considerando anche un precedente specifico a carico dell'uomo, aveva ordinato il trasferimento immediato in carcere chiedendo la conferma della misura cautelare più restrittiva. Tuttavia, al termine dell'udienza di convalida tenutasi oggi, la Giudice per le Indagini Preliminari si è pronunciata in senso opposto rispetto alle richieste dell'accusa.
La decisione dell'autorità giudiziaria rappresenta una svolta significativa rispetto al quadro accusatorio iniziale tracciato dalla Procura. La dottoressa Amoruso, accogliendo appieno le argomentazioni presentate dal difensore di fiducia dell'imputato, l'avvocato Antonio Leone, ha ritenuto di non dover applicare la misura della custodia in carcere. Il giudice ha quindi disposto l'immediata liberazione dell'uomo, ridimensionando notevolmente il giudizio sulle esigenze cautelari ritenute in un primo momento necessarie.
Il blitz delle forze dell'ordine era scattato nell'ambito di specifici controlli sul territorio, culminati nella perquisizione domiciliare che aveva portato alla scoperta dell'arma pronta all'uso, con tre proiettili già inseriti nel caricatore. La gravità del materiale sequestrato e la presenza di precedenti penali specifici avevano spinto la Procura della Repubblica a richiedere la linea della massima fermezza per scongiurare il rischio di reiterazione del reato.
Le strategie difensive sono riuscite tuttavia a scalzare l'impostazione della pubblica accusa durante il confronto in aula. L'avvocato Leone è riuscito a dimostrare la sproporzione della misura carceraria rispetto al reale profilo di pericolosità ed alle circostanze del fatto, offrendo elementi tali da convincere il magistrato a optare per una misura non detentiva ma comunque di controllo.
Martino G. ha così potuto lasciare la struttura detentiva per far ritorno a casa, con il solo obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Resta ora da attendere lo sviluppo delle successive fasi processuali, nelle quali la difesa cercherà di chiarire ulteriormente la posizione dell'assistito in merito alla provenienza della pistola ed ai contorni della vicenda.