Appia UNESCO: Mastella frena l'entusiasmo sull'elettrodotto
Il Sindaco di Benevento lancia l'allarme: "Il nuovo tracciato minaccia il sito UNESCO e i resti del Ponte Appiano. Serve cautela."
Non tutti vedono nell'imponente opera dell'elettrodotto Terna un'opportunità priva di ombre. Con una nota ufficiale, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha invitato istituzioni e cittadinanza a "mitigare gli entusiasmi", sollevando dubbi sostanziali sulla compatibilità del progetto con la tutela del territorio sannita.
Al centro della polemica non c'è l'opera in sé, ma una variante in corso d'opera che avrebbe allungato il tracciato di circa 3 chilometri (con un aggravio di costi di 5 milioni di euro), portandolo a collisione diretta con aree di inestimabile valore storico.
Il rischio per la "Regina Viarum"
Il punto nodale della critica riguarda la Via Appia, iscritta da luglio 2024 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Secondo Mastella, il nuovo percorso dell'elettrodotto andrebbe a incrociare tratti cruciali della Regina Viarum, ignorando i vincoli di tutela previsti per le cosiddette "buffer-zone".
"Il progetto va a incrociare tratti importanti della Via Appia, riconosciuta per l’eccezionale valore universale che include la tutela del paesaggio e della bellezza incontaminata dei luoghi", dichiara il Sindaco.
I simboli minacciati: dal Ponte Appiano a Federico II
Mastella cita esempi concreti di quello che definisce un "danno lampante" in caso di mancata modifica del tracciato:
Ponte Appiano (Calvi): Uno dei simboli più riconoscibili della Via Appia nel mondo.
Casino del Principe: Edificio del 1200 legato alla figura di Federico II di Svevia.
Il rischio, secondo il primo cittadino, è che l'infrastruttura energetica comprometta l'integrità visiva e archeologica di un'area che ha appena ricevuto il massimo riconoscimento internazionale per la sua bellezza e storia.
L'appello alla Conferenza dei Servizi
In qualità di Ente Capofila per la gestione del bene UNESCO, il Comune di Benevento richiama l'attenzione sulla Conferenza dei Servizi ancora in atto. Mastella sottolinea che i pareri di Enti locali e Soprintendenze non possono essere ignorati:
Osservazioni legali: Gli enti hanno il diritto e il dovere di intervenire entro i termini di legge.
Rispetto dei vincoli: È necessario adeguare il percorso alle core-zone delineate dal Piano di gestione UNESCO.
Trasparenza: La pubblica opinione deve essere informata dei rischi concreti che l'opera comporta per il patrimonio culturale.
"È essenziale garantire la compatibilità tra sviluppo e tutela", conclude Mastella, ribadendo che prima di procedere con "toni trionfalistici" sia doveroso ascoltare chi ha il compito di proteggere la storia del Sannio.