Antonia torna a casa: il miracolo di Paupisi dopo l’orrore

Dopo sei mesi tra coma e riabilitazione, la giovane sopravvissuta alla strage familiare riabbraccia la sua comunità. Il sindaco: "È vita".

A cura di Redazione
16 marzo 2026 18:32
Antonia torna a casa: il miracolo di Paupisi dopo l’orrore -
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C’è un’immagine che, da sola, ripaga un’intera comunità di sei mesi vissuti con il fiato sospeso: Antonia che sorride mentre il fratello le stringe la mano. È l’immagine della vita che si riprende i suoi spazi, della forza che vince sull’orrore. Ad accoglierla, tra le strade di Paupisi, uno striscione semplice quanto potente: "Bentornata a casa, Antonia".

Quella notte di fine settembre

Il ritorno alla normalità per Antonia non è solo un traguardo clinico, ma un vero e proprio miracolo. Tutto era iniziato quel maledetto 30 settembre 2025, una data che ha segnato indelebilmente la cronaca locale. In quella notte di follia nella casa di contrada Frasso, il padre Salvatore Ocone tolse la vita alla moglie, Elisa Polcino (49 anni), e al figlio Cosimo (15 anni), colpendo selvaggiamente anche Antonia con una pietra di dodici chili.

La corsa disperata in auto verso il Molise, il ritrovamento a Ferrazzano e quel flebile respiro che ha convinto i soccorritori a non arrendersi: Antonia era in condizioni disperate, ma c'era ancora una scintilla.

Un percorso di rinascita

Da quel giorno è iniziato un calvario fatto di terapia intensiva, coma e lunghissimi mesi di riabilitazione. Un percorso "complicatissimo", come definito da chi le è stato vicino, segnato però da una resilienza fuori dal comune.

Oggi, quella ragazza che allora aveva 17 anni torna a camminare tra la sua gente. Non è ancora la fine del percorso – la riabilitazione continua – ma il peggio è alle spalle.

Le parole del Sindaco: "Un coraggio che ha unito il paese"

Il primo cittadino di Paupisi, Salvatore Coletta, ha voluto dare voce al sentimento di un intero paese che per mesi ha pregato e sperato:

"Ci sono momenti in cui un intero paese si ferma e trattiene il respiro. Oggi quella speranza è diventata un abbraccio collettivo. Vederla tornare nella sua casa è un’emozione difficile da descrivere. Antonia ha lottato con una forza straordinaria, affrontando il dolore con un coraggio che ha commosso e unito tutti noi."

Un nuovo capitolo

Il sorriso di Antonia, immortalato negli scatti del collega Antonio Iesce, è il simbolo di una Paupisi che vuole ricominciare. Dietro quel sorriso c’è il ricordo di chi non c’è più, ma c’è soprattutto il futuro di una giovane donna che ha deciso di non lasciarsi sconfiggere dal male.

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