Alta Velocità, il grido del Sannio: "Senza Afragola è un'occasione tradita"
Claudio Cataudo si schiera con i sindaci della Valle Telesina contro l'esclusione del territorio dal principale nodo ferroviario del Sud.
La decisione di escludere il Sannio dal collegamento diretto con la stazione dell'Alta Velocità di Napoli Afragola ha scatenato la dura reazione dei rappresentanti locali. Claudio Cataudo, candidato alla presidenza della Provincia di Benevento, ha espresso nelle ultime ore il suo pieno sostegno alla protesta avviata dal sindaco di Dugenta e da altri primi cittadini della Valle Telesina e della provincia di Caserta. Al centro della polemica c'è il rischio che un investimento economico e infrastrutturale così imponente si trasformi nell'ennesima opera incompiuta per le comunità dell'entroterra campano.
L'esclusione dal principale snodo ferroviario del Mezzogiorno rappresenta per il territorio l'ennesimo segnale di isolamento istituzionale. Cataudo sottolinea come le aree interne vengano regolarmente penalizzate sul fronte dei servizi e dei diritti elementari, pur venendo chiamate in causa quando c'è da farsi carico di sacrifici e cantieri. La mancanza di una fermata strategica rischia così di vanificare le potenzialità di sviluppo economico connesse alla nuova linea ferroviaria.
Questa scelta strutturale viene definita miope e incomprensibile, soprattutto alla luce degli anni di disagi subiti dalla popolazione a causa dei lavori sul territorio. Privare i cittadini di un accesso diretto all'Alta Velocità significa mortificare un'area geografica che già combatte quotidianamente contro lo spopolamento e la progressiva perdita di servizi essenziali, ampliando il divario storico tra la costa e le zone montane.
Per arginare questa situazione, i sindaci chiedono alla Regione Campania l'apertura immediata di un tavolo istituzionale che non si limiti però a passerelle politiche, ma che porti a impegni concreti. Cataudo ha annunciato di voler trasformare la Provincia nel motore di una mobilitazione generale, capace di unire le forze economiche, sociali e i rappresentanti parlamentari per costringere Napoli a rivedere i piani della programmazione ferroviaria regionale.